Economia - 18 marzo 2026, 09:15

Europa più unita per affrontare la crisi globale

Ad Aosta il doppio messaggio di Ignazio Visco e Renzo Testolin

Ignazio Visco durante il suo intervento all'UniVdA (photo credit delle immagini, Moreno Vignolini)

Ignazio Visco durante il suo intervento all'UniVdA (photo credit delle immagini, Moreno Vignolini)

In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze, la risposta non può che essere una maggiore coesione europea. È il messaggio lanciato dall’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, intervenuto ieri ad Aosta in occasione del 35esimo anniversario della Fondazione Courmayeur.

Secondo Visco, serve un’Europa più unita: l’unica soluzione è davvero quella di essere più compatti, sia sul piano della politica economica sia su quello politico. Più che interrogarsi sulle previsioni future, ha sottolineato, è necessario concentrarsi sugli strumenti per affrontare l’attuale fase di crisi. Bisogna accrescere la cooperazione internazionale, oggi ai minimi storici e capire cosa accadrà con gli Stati Uniti: si tratta di uno shock da cui ci si riprenderà, ma non in tempi brevi.

Per quanto riguarda il rafforzamento dell’Unione, Visco ha indicato una strada pragmatica: non tanto una revisione dei trattati, quanto piuttosto un percorso a geometria variabile, con i principali Paesi pronti a trovare accordi concreti per rispondere al disordine internazionale.

La lectio magistralis dell’economista si è inserita all’interno delle celebrazioni ospitate all’Università della Valle d’Aosta, dove è intervenuto anche il Presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha evidenziato il ruolo centrale della Fondazione Courmayeur – Monte Bianco nel tessuto culturale e istituzionale valdostano.

Si tratta di un’attività radicata e partecipata nella nostra comunità – ha dichiarato – capace di costruire un confronto con altre realtà come l’Institut Agricole, la Fondazione Montagna Sicura, l’Università e l’amministrazione regionale. Un lavoro di rete che ha permesso alla Fondazione di affrontare nel tempo temi ampi e trasversali.

Dagli aspetti giuridici a quelli ambientali, economici e sociali, l’attività della Fondazione si distingue, secondo Testolin, per una profonda attenzione alla situazione geomorfologica della Valle d’Aosta e ai cambiamenti climatici con particolare riferimento alla risorsa acqua, elemento chiave per lo sviluppo economico e il benessere sociale del territorio.

Non solo: al centro del dibattito anche la vita in montagna, con i rischi che comporta, e le responsabilità legate a specifiche attività e comparti economici. Un approccio multidisciplinare che, nel solco di 35 anni di attività, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’analisi e il confronto sui temi strategici della regione e oltre.

red.laprimalinea.it

SU