Un nuovo stop al progetto per una pista di go-kart nel territorio comunale riaccende il confronto tra iniziativa privata e amministrazione pubblica. A sollevare il caso è Don Andrès Tomas (foto sotto), alla guida dell’associazione sportiva Asd 'La Quercia 58', che oggi gestisce un’attività a Pontey ma è da tempo alla ricerca di una nuova sede più strutturata. Dopo il “no” del Comune di Aosta alla possibilità di realizzare una pista nel capoluogo, Tomas ha affidato a un lungo sfogo sui social la propria amarezza, denunciando quella che definisce una mancanza di volontà politica nel sostenere progetti sportivi e sociali.
'Muri di gomma e occasioni mancate'
Nel post pubblicato su Facebook, Tomas parla apertamente di "promesse che si trasformano regolarmente in muri di gomma", sostenendo che la sua proposta non avrebbe mai comportato costi per l’ente pubblico. "Non abbiamo mai chiesto un euro – scrive – ma solo la concessione di uno spazio, pronti a sostenerne ogni onere". Al centro delle critiche, anche la gestione delle aree inutilizzate del territorio comunale: secondo il presidente dell’associazione, esisterebbero spazi fermi da anni che potrebbero essere riqualificati, ma ogni tentativo si scontrerebbe con vincoli, cambi di destinazione o ostacoli burocratici.
Tomas evidenzia inoltre le ricadute economiche e sportive della mancanza di una struttura adeguata: "Altrove le piste da kart attirano turismo e riempiono gli alberghi, mentre qui costringiamo i nostri atleti a fare centinaia di chilometri per allenarsi fuori Valle".
Il confronto in Consiglio comunale
La vicenda ha assunto anche un rilievo politico. Sul tema è intervenuto il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Manuel Cipollone, che ha portato nell'Aula consiliare l’attenzione sul caso, sollecitando un confronto sull’opportunità di sostenere iniziative di questo tipo sul territorio, in particolare sulla predisposta area Ce01.Sul punto, l'assessore alla Pianificazione, Luca Tonino, ha ribadito che l'area in questione sarebbe adibita alla ricollocazione di attività artigianali, industriali, terziarie, di servizio e altre attività fra le quali non rientrerebbe la pista di go-kart. Per Cipollone, così decidendo Aosta "ha perso un'occasione importante di acquisizione di nuovi profili turistici"; il consigliere ha esortato l'Amministrazione municipale "a proporre alternative per ampliare i propri circuiti", rivedendo magari alcuni vincoli del Piano regolatore.
Nel suo intervento 'social', Tomas richiama anche il valore sociale dell’attività portata avanti dall’associazione, citando progetti come la kart-terapia per persone con disabilità e l’avviamento allo sport per i più giovani. Attività che, secondo il presidente, meriterebbero maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
"La nostra non è una pretesa, ma una proposta di valore per il territorio", scrive, lanciando un appello alla politica affinché si assuma la responsabilità di scelte chiare: "È il momento di dire dei 'sì' basati sul buonsenso e non sulla paura di cambiare". Nonostante lo stop ricevuto, Tomas assicura che l’associazione non si fermerà. Ma il caso apre una questione più ampia: il rapporto tra iniziativa privata, sviluppo sportivo e scelte urbanistiche, in una città chiamata a decidere se e come investire su nuove opportunità per il territorio.




