Un editoriale ironico sull’assenza dalla scena della senatrice valdostana e una lunga replica pubblicata sui social della Lega: è l’ultimo capitolo dello scontro politico tra l’Union Valdôtaine e la senatrice ed esponente del Carroccio Nicoletta Spelgatti.
La polemica è partita dalle pagine del 'Peuple valdôtain', organo del Movimento autonomista, dove un articolo firmato con pseudonimo ha ironizzato sull’assenza della parlamentare dalla scena politica regionale. Nel pezzo si arriva persino a evocare la trasmissione televisiva 'Chi l'ha visto?', sostenendo provocatoriamente di essere pronti a rivolgersi al programma per “ritrovare” la senatrice.
L’editoriale pubblicato dal giornale dell’Union Valdôtaine sostiene che l’attività parlamentare di Spelgatti a favore della Valle d’Aosta risulterebbe “inconsistente”, nonostante la campagna elettorale combattiva con cui si era presentata agli elettori. Nel testo si legge che, dopo l’elezione a Roma, “si sono perse le sue tracce”, arrivando con sarcasmo a ipotizzare che possa essere stata “rapita senza che nessuno abbia chiesto un riscatto”.
L’intervento è stato interpretato come una critica diretta alla scarsa visibilità dell’attività politica della senatrice sul territorio valdostano.
'Ho scelto di lavorare in silenzio'
La risposta della parlamentare della Lega è arrivata con una lunga lettera pubblicata sui social del partito. Spelgatti ha ringraziato ironicamente per “l’attacco frontale”, spiegando che proprio quella provocazione l’ha spinta a rompere il silenzio che aveva mantenuto durante il mandato. Secondo la senatrice, il profilo basso sarebbe stato una scelta deliberata per interpretare al meglio il ruolo di “unica senatrice in rappresentanza della Valle d’Aosta”, evitando polemiche che potessero indebolire la posizione della Regione nei rapporti con Roma.
Nel suo intervento Spelgatti rivendica il lavoro svolto su diversi dossier nazionali e territoriali, tra cui: il contributo alla legge nazionale sulla montagna; le interlocuzioni con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli su temi come la zona franca; le iniziative sul fronte dell’autonomia speciale e delle norme di attuazione. La parlamentare sostiene però che molte opportunità di collaborazione con il Governo non sarebbero state colte dalla politica valdostana.
L’accusa alla politica regionale
Nel suo lungo intervento Spelgatti critica apertamente il sistema politico regionale, ricordando anche le vicende successive alle elezioni regionali del 2020, quando – secondo la sua ricostruzione – la Lega, pur risultando la forza più votata, fu esclusa dal governo regionale. La senatrice afferma di aver comunque cercato il dialogo con il presidente della Regione e con la Giunta, mettendosi a disposizione per lavorare insieme nell’interesse della Valle d’Aosta. Ma, a suo dire, quell’opportunità non sarebbe stata sfruttata.
Nel finale della lettera arriva anche una novità destinata ad avere alcuni effetti sul mondo politico valdostano. Spelgatti annuncia infatti che, al termine dell’attuale mandato parlamentare, non intende ricandidarsi né al Senato né al Consiglio regionale, ribadendo la sua idea della politica come “servizio a termine”.
“Il fuoco di cui parlate non si spegnerà – scrive – ma il mio compito sarà cercare di infiammare il cuore di altri che porteranno avanti la fiamma in futuro”.
Lo scambio di accuse tra Union Valdôtaine e la senatrice leghista si inserisce in un clima politico già teso in Valle, dove i rapporti tra maggioranza autonomista e opposizioni di centrodestra restano segnati da forti contrapposizioni sui rapporti con Roma e sulla gestione dei dossier strategici per la Regione. Per ora la senatrice auspica che la polemica si chiuda qui, invitando a tornare al lavoro istituzionale: “I cittadini – scrive – non hanno bisogno di inutili parole al vento”.




