Cronaca - 14 marzo 2026, 09:22

Le carte dell'inchiesta Casino; esposti anonimi contro i funzionari, possibili nuovi indagati

Le carte dell'inchiesta Casino; esposti anonimi contro i funzionari, possibili nuovi indagati

Non solo le segnalazioni giunte agli inquirenti e legate al giocatore Adolfo Quaglia; l’indagine della Guardia di finanza sul presunto riciclaggio di denaro all’interno del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent  fu avviata nel 2023 anche a seguito di riscontri su due esposti anonimi recapitati alle Fiamme Gialle e provenienti – secondo quanto emerge dagli atti investigativi – espressamente dall’interno della stessa Casa da gioco. Gli esposti segnalano sospetti su alcune modalità operative legate alla gestione del cambio e ai rapporti con alcuni giocatori abituali, indicando il coinvolgimento di più funzionari del Casinò. Proprio queste accuse, insieme agli elementi investigativi già raccolti, hanno contribuito ad avviare l’attività della Sezione tutela economia del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Aosta.

L’ipotesi investigativa è nota: gli indagati avrebbero gestito ingenti somme di denaro – nell’ordine di decine di migliaia di euro a settimana – provenienti da possibili reati fiscali, utilizzando il Casinò come luogo di transito per trasformare il denaro attraverso operazioni di cambio o strumenti finanziari come assegni circolari e bonifici.

Tra le figure finite al centro degli accertamenti compare anche il giocatore abituale Massimo Martini, indicato come cliente Vip dall'allora direzione marketing dl Casino ma dagli investigatori come uno dei soggetti che avrebbero movimentato molto denaro all’interno della Casa da gioco con modalità ritenute compatibili con l’ipotesi di riciclaggio. Martini – che non è un “porteur”, cioè un procacciatore di clientela del Casinò – è ritenuto dagli inquirenti uno degli snodi centrali delle operazioni contestate. Secondo quanto emerge dalle annotazioni della Guardia di finanza, il giocatore - abile adulatore che si era fatto amico di Cristiano Sblendorio, allora direttore Marketing dell'azienda - avrebbe inoltre esercitato forti pressioni psicologiche su un altro funzionario del Casinò, instaurando con lui un rapporto talmente confidenziale da determinare – sempre secondo la ricostruzione investigativa – una sorta di sudditanza psicologica, che avrebbe facilitato alcune operazioni di cambio di denaro contante. Su questo aspetto gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire nel dettaglio i rapporti personali e professionali tra Martini, altri giocatori e alcuni dipendenti della Casa da gioco.

L’indagine verso la chiusura

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Aosta starebbe ormai entrando nella fase conclusiva. Secondo quanto si apprende da ambienti investigativi, la chiusura delle indagini preliminari potrebbe arrivare già entro il mese di giugno. Nel frattempo, il numero delle persone coinvolte nell’indagine, ovvero degli indagati, potrebbe ancora ampliarsi; un elemento che spesso incide in questa fase delle indagini è rappresentato dalle cosiddette 'chiamate in correità'. 

Nel linguaggio giuridico, la chiamata in correità è una dichiarazione con cui un indagato o imputato indica altre persone come partecipi del reato. Si tratta di uno strumento difensivo utilizzato frequentemente nelle indagini penali: chi è coinvolto in un procedimento può infatti fornire agli investigatori una propria versione dei fatti indicando il ruolo di altri soggetti. La legge richiede però che queste dichiarazioni siano riscontrate da elementi indipendenti, perché da sole non sono sufficienti per fondare una responsabilità penale. Proprio la possibilità che alcuni indagati, una volta letti gli atti d’indagine, possano indicare ulteriori responsabilità è uno dei fattori che potrebbe portare all’allargamento del perimetro dell’inchiesta.


pa.ga.

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