Slitta ancora l’avvio dei lavori per l’ampliamento dell’ospedale Parini di Aosta. Annunciato inizialmente per gennaio, l’inizio del cantiere viene ora rinviato di almeno sei mesi. A comunicarlo al Consiglio Valle è stato l’assessore alla Sanità, Carlo Marzi, rispondendo a un’interpellanza presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia.
Il nuovo cronoprogramma dipende da una serie di passaggi burocratici legati al cambio dell’impresa incaricata dei lavori. L’appalto era stato aggiudicato alla Manelli Spa, ma la commessa è destinata a passare alla Cmc Ravenna Spa, società per la quale sono in corso le verifiche di ammissibilità. "Si stima che con l’estate prossima si concretizzerà l’aggiudicazione definitiva – ha spiegato Marzi – e la conseguente possibile consegna effettiva del cantiere, fatti salvi, ad oggi non prevedibili, eventuali ricorsi o richieste di disposizione sospensiva".
L’intervento riguarda una delle opere pubbliche più rilevanti previste in Valle d’Aosta negli ultimi anni: il nuovo ospedale per acuti, il futuro accesso principale alla struttura – la cosiddetta 'Hospital Street' – e un parcheggio a est dell’area sanitaria. Il costo complessivo supera i 200 milioni di euro. Dietro lo slittamento del cantiere si muove però anche una vicenda industriale complessa che coinvolge alcune grandi imprese di costruzioni attive a livello nazionale.
La Cmc di Ravenna, società indicata come possibile subentrante nell’appalto, è stata infatti recentemente acquisita dal gruppo Alpha General Contractor, con sede legale a Milano e operativa a Firenze, controllato dalla holding Finres. L’operazione, conclusa nell’ottobre scorso per 17,5 milioni di euro, ha riguardato il ramo principale dell’azienda ravennate: marchio, infrastrutture, partecipazioni e soprattutto i 597 dipendenti, tutti passati al nuovo soggetto giuridico.
Parallelamente, lo stesso gruppo starebbe lavorando anche al salvataggio del ramo industriale della Manelli Impresa di Monopoli, la società originariamente aggiudicataria dei lavori al Parini. L’azienda pugliese, cresciuta negli ultimi anni fino a sfiorare i 300 milioni di fatturato, attraversa però una grave crisi di liquidità: nonostante un portafoglio lavori vicino ai 5 miliardi di euro, fatica a pagare stipendi e fornitori e diversi cantieri in Italia risultano fermi.
La situazione ha provocato proteste sindacali e tensioni nei cantieri, con molti lavoratori – spesso in subappalto – in attesa di certezze. Secondo i sindacati, il possibile intervento della Cmc potrebbe consentire di rimettere in moto le commesse bloccate.
"Non è un mistero – ha spiegato recentemente Roberto Martelli, segretario generale della Fillea Cgil di Ravenna – che l’azienda che ha acquisito Cmc voglia diventare un leader nel settore delle grandi costruzioni". Nel frattempo i lavoratori della Cmc sono stati riassunti dalla nuova società mantenendo i diritti previsti dall’articolo 2112 del Codice civile, ma passando dal contratto cooperativo a quello dell’industria.
Il riassetto societario e le difficoltà finanziarie della Manelli spiegano dunque il passaggio di consegne che incide anche sul progetto dell’ospedale Parini. Finché non sarà completato l’iter di verifica sulla Cmc Ravenna, il cantiere valdostano resterà fermo e se non ci saranno ricorsi o ulteriori intoppi amministrativi, la consegna del cantiere potrebbe avvenire non prima dell’estate, con l’avvio effettivo dei lavori destinato a slittare ancora rispetto alle previsioni iniziali. Una nuova attesa per un’opera considerata strategica per il futuro della sanità regionale.




