Aggiornato al prossimo 28 aprile e con la dichiarazione di contumacia perchè l'imputato è irreperibile, è iniziato questa mattina al tribunale di Aosta con la testimonanza del vicebrigadiere dei carabinieri di Gressoney-Saint-Jean, Marco Vassallo, il processo al 42enne albanese Zef Lleshaj, accusato di furto, che lo scorso 5 dicembre aveva rischiato il linciaggio da parte di alcuni cittadini di Arnad dopo esser stato sorpreso mentre cercava di fuggire dopo aver rubato in un'abitazione.
Il sottufficiale dell'Arma ha raccontato di come lui e i colleghi siano arrivati sul posto mentre Lleshaj era già stato bloccato da alcuni residenti e si stava divincolando mentre lo tenevano fermo. "Quanco ci ha visti si è tranquillizzato e si è lasciato ammanettare e portare via dalla folla".
Vassallo ha ricordato che nel pomeriggio di quel giorno c'erano state diverse segnalazioni di furti in appartamento ad Arnad. Quando alla seraa erano giunti sul posto, alcuni carabinieri erano già lì insieme a una trentina di persone che inseguivano nel bosco due fuggiaschi. Un presunto ladro era riuscito a darsela a gambe, Lleshaj era stato fermato dai residenti; aveva sangue sui guanti e sulla maglia all'altezza di un fianco, mentre addosso aveva ancora la refurtiva, che è poi stata restituita ai legittimi proprietari. Tra gli abitanti di Arnad che erano sopraggiunti, ha detto il vicebrigadiere, alcuni avevano bastoni e attrezzi da lavoro in mano.




