Le missioni romane del Presidente della Giunta, Renzo Testolin e del consigliere regionale Aurelio Marguerettaz, entrambi unionisti, diventano terreno di scontro politico in Consiglio Valle. Nella seduta di oggi, giovedì 12 marzo, sono state discusse congiuntamente sei interrogazioni presentate dai gruppi di opposizione sul tema delle concessioni idroelettriche e su una trasferta a Roma avvenuta a metà febbraio.
Le iniziative, intitolate provocatoriamente “missioni o vacanze romane?”, sono state depositate da Fratelli d’Italia, PD–Federalisti Progressisti, La Renaissance Valdôtaine, Autonomisti di Centro, Lega Vallée d’Aoste e Alleanza Verdi e Sinistra. Tutti i gruppi chiedevano chiarimenti su finalità, interlocutori e contenuti degli incontri svolti nella capitale, in un momento considerato delicato per il dossier delle concessioni idroelettriche attualmente gestite da Cva e in scadenza nel 2029.
Nelle premesse delle interrogazioni si ricordava il percorso della norma di attuazione in materia: dopo l’approvazione dello schema di decreto legislativo da parte della Commissione paritetica nel 2024 e il parere favorevole unanime del Consiglio regionale nel gennaio 2025, il testo è stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva. Secondo alcune informazioni circolate nelle ultime settimane, tuttavia, la Commissione paritetica potrebbe tornare a occuparsi del provvedimento, rendendo necessario – secondo i gruppi di opposizione – fare chiarezza sugli sviluppi e sugli incontri romani.
Le domande presentate dai diversi gruppi vertevano su aspetti specifici: dagli interlocutori politici e tecnici incontrati nella capitale alla composizione della delegazione regionale, fino ai temi discussi e allo scopo dell’incontro. Il gruppo PD-FP ha inoltre chiesto se la missione fosse collegata all’accordo politico tra Forza Italia e Union Valdôtaine.
Nella sua risposta in aula, il Presidente Testolin non è però entrato nel merito degli incontri, preferendo richiamare gli obiettivi generali del programma di legislatura e il lavoro della maggioranza per rafforzare l’autonomia, sostenere lo sviluppo economico delle aree montane e difendere le prerogative speciali della Valle d’Aosta nel confronto con lo Stato.
Il Presidente ha parlato della necessità di "tempo, pazienza e confronto", sottolineando che il lavoro istituzionale richiede anche "riservatezza e serietà", precisando che questo non significa sottrarsi alla trasparenza ma rispettare le diverse fasi dei negoziati. Testolin ha inoltre ricordato che non fa parte della Commissione paritetica e non partecipa alle sue sedute.
La risposta ha però innescato la dura reazione delle opposizioni. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi ha accusato il presidente di non aver fornito alcuna informazione concreta: secondo lui la risposta sarebbe stata solo un modo per evitare di spiegare che cosa sia realmente avvenuto a Roma.
Critiche analoghe sono arrivate dal capogruppo del PD-FP Jean-Pierre Guichardaz, che ha parlato di una risposta "mortificante per il Consiglio regionale", sostenendo che il presidente avrebbe evitato di affrontare il tema delle concessioni idroelettriche limitandosi a richiamare il programma di legislatura.
Eleonora Baccini (La Renaissance) ha sottolineato come il presidente abbia parlato a lungo senza fornire risposte, mentre Marco Carrel (Autonomisti di Centro) ha espresso preoccupazione per la gestione di un dossier ritenuto strategico per la Valle d’Aosta.
Anche Lega e Alleanza Verdi e Sinistra hanno contestato la replica del presidente. Andrea Manfrin ha definito "misteriosa" la spedizione romana, mentre Eugenio Torrione ha parlato di "silenzio assordante" su una questione di grande rilevanza per la comunità valdostana.
Dopo la discussione, i gruppi di opposizione hanno diffuso un comunicato congiunto accusando Testolin di aver evitato di rispondere nel merito delle interrogazioni e di aver mostrato "una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione Consiglio regionale e della comunità valdostana", che – sostengono – ha diritto di conoscere i contenuti di incontri su temi strategici come quello delle concessioni idroelettriche.




