Cittadinanzattiva esprime la propria contrarietà alla riforma della giustizia sottoposta a referendum confermativo il 22 e 23 marzo e annuncia l’orientamento per il No. Alla base della posizione dell’associazione, spiegano i vertici tra cui Maria Grazia Vacchina, segretaria di Cittadinanzattiva VdA, c’è innanzitutto una critica di metodo, una revisione così rilevante dell’ordinamento giudiziario e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato – sottolineano – avrebbe richiesto un confronto pubblico più ampio e una discussione parlamentare approfondita.
Nel merito, Cittadinanzattiva ritiene che il testo non intervenga sulle principali criticità del sistema giustizia, a partire dalla tutela dei diritti, dall’accesso equo ai tribunali, dalla durata dei processi e dalla diffusione della cultura della legalità. L’associazione evidenzia inoltre il rischio che una modifica costituzionale poco condivisa possa incidere sul sistema dei pesi e contrappesi previsto dalla Carta.
Tra i motivi di contestazione anche la mancata possibilità di voto per i cittadini fuori sede, definita "una compressione inaccettabile di un diritto costituzionale".
"Per tutte queste ragioni, emerse nel corso dell’Assemblea degli enti associati del 21 febbraio – afferma la vice segretaria generale, Francesca Moccia – indichiamo il nostro orientamento per il No e invitiamo i cittadini a partecipare numerosi al voto, riappropriandosi di uno strumento fondamentale di democrazia diretta".




