Economia - 02 marzo 2026, 07:59

Argirò (Cva); 'la guerra in Iran dimostra che l’energia è sicurezza nazionale'

Giuseppe Argirò

Giuseppe Argirò

Il nuovo conflitto esploso in Iran riporta al centro una questione che per l’Italia è tutt’altro che teorica: l’energia non è solo un tema economico o ambientale, ma di sicurezza nazionale.

È la chiave di lettura proposta da Giuseppe Argirò, Amministratore delegato della Cva,  nell’intervista pubblicata ieri su La Stampa, in cui sottolinea come la vulnerabilità delle economie importatrici derivi dal fatto che una quota rilevante delle forniture globali di petrolio e gas transita in aree geopoliticamente instabili.

Per il nostro Paese la conseguenza è diretta: accelerare sulle rinnovabili significa ridurre l’esposizione agli shock esterni e rafforzare l’autonomia strategica. Ogni megawattora prodotto da fonti rinnovabili in Italia – osserva – è energia sottratta alla volatilità dei mercati internazionali.

Il nodo del prezzo dell’energia

Nel dibattito di queste ore è tornato centrale il tema dell’ETS e del peso della CO₂ sulle bollette. Secondo Argirò, però, intervenire sul sistema europeo di scambio delle emissioni può solo attenuare una componente del costo, senza risolvere il problema strutturale.

Nel mercato elettrico italiano il prezzo all’ingrosso è infatti determinato dagli impianti a gas che fanno da “marginal price setter”. E nel costo di produzione dell’energia da gas la voce dominante non è l’ETS, ma il prezzo della materia prima importata. Tradotto: se il gas aumenta per tensioni geopolitiche, sale il prezzo dell’elettricità indipendentemente dal livello della CO₂.

Ridurre il peso del gas

Per il vertice della partecipata Compagnia Valdostana delle Acque-Cva la vera leva è il riequilibrio del mix energetico.
Ridurre la quota di gas nella generazione elettrica significa limitare la trasmissione immediata delle crisi internazionali alle bollette; abbassare il premio di rischio incorporato nel costo dell’energia; rafforzare la resilienza del sistema produttivo nazionale. In questa prospettiva, rinnovabili, sistemi di accumulo, flessibilità della rete ed efficienza energetica non sono solo strumenti della transizione ecologica, ma fattori di politica industriale.

Misure emergenziali e riforme strutturali

Il decreto Bollette va nella direzione di alleggerire l’impatto immediato sui consumatori, ma – è il ragionamento – senza interventi strutturali sul mix energetico il Paese rischia di non aver imparato la lezione dello shock del gas russo. La crisi in Medio Oriente, conclude Argirò, conferma che il nodo non è solo regolatorio: è la dipendenza dal gas che espone l’Italia alla volatilità internazionale.

Accelerare sulle rinnovabili diventa quindi una scelta che tiene insieme politica industriale, autonomia strategica e sicurezza nazionale.

 

pa.ga.

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