Attualità - 02 marzo 2026, 14:50

Aostana bloccata ad Abu Dhabi per il conflitto in Medio Oriente

Due giorni di attesa e tensione per Arcangela Redoglia e non è ancora finita

Arcangela Redoglia

Arcangela Redoglia

C’è anche un’aostana tra i passeggeri rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti dopo la chiusura improvvisa dello spazio aereo legata all’escalation del conflitto in Medio Oriente. A vivere queste ore di apprensione negli Emirati è Arcangela Redoglia, volto noto dello sport valdostano, soprattutto per la sua attività nel settore della ginnastica e delle discipline aeree: è tecnica e fondatrice di una realtà che negli anni è cresciuta fino a coinvolgere decine di allieve e a ottenere risultati di rilievo anche a livello nazionale. Su Laprimalinea si era raccontato il lavoro portato avanti nella sua associazione sportiva, diventata un punto di riferimento per la formazione di giovani atlete e per la diffusione di queste discipline in Valle d’Aosta, con uno staff di collaboratori qualificati e un’attività continuativa riconosciuta nell’ambito federale.

Il suo nome è legato in particolare ai successi di diverse ginnaste aostane cresciute sotto la sua guida tecnica, frutto di un percorso costruito negli anni tra preparazione atletica, insegnamento e promozione sportiva sul territorio.

Il volo di Arcangela per il rientro sarebbe dovuto partire nel primo pomeriggio di ieri, ma pochi minuti prima dell’imbarco è arrivato lo stop ai collegamenti aerei. I passeggeri sono stati fatti uscire dal gate e la situazione in aeroporto è diventata rapidamente incerta, senza indicazioni chiare sui tempi di ripartenza.

Dopo una prima attesa nello scalo, Redoglia ha lasciato l’aeroporto insieme a una famiglia milanese per cercare una sistemazione in albergo, nel tentativo di affrontare un blocco che fin da subito si è annunciato più lungo del previsto.

Nelle ore successive la tensione è salita anche in città: nella zona del porto si è verificata un’esplosione visibile a distanza, con una colonna di fumo che ha reso ancora più evidente il clima di allerta. I sistemi di sicurezza continuano a inviare messaggi di emergenza a tutte le ore, contribuendo a un’atmosfera di forte apprensione tra i viaggiatori in attesa di poter rientrare.

Secondo le informazioni disponibili, i missili lanciati nell’area avrebbero come obiettivo alcune basi statunitensi presenti nella regione, ma la notizia non è sufficiente a rassicurare chi si trova sul posto. La sensazione prevalente è quella di una lunga attesa senza certezze, aggravata dalla scarsità di comunicazioni ufficiali.

Anche i contatti con le strutture diplomatiche italiane non hanno finora permesso di chiarire tempi e modalità per il rientro. Le informazioni arrivano con il contagocce e il quadro resta in continua evoluzione, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza e per la possibilità di lasciare il Paese.

 

Per l’aostana sono quindi giorni sospesi tra la ricerca di aggiornamenti e la gestione della quotidianità in un contesto segnato dalla tensione internazionale, con la speranza di una riapertura dello spazio aereo che consenta il ritorno in Valle d’Aosta.

pa.ga.

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