Le Regioni hanno espresso parere negativo sullo schema di decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, relativo alla definizione del tasso massimo di prelievi della specie 'Canis lupus'. La posizione è stata assunta in accordo fra gli assessori regionali all’Agricoltura riuniti nella Commissione Politiche agricole.
Il provvedimento ministeriale – che individua il livello massimo di prelievo da utilizzare come riferimento per il rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 14 e 16 della direttiva Habitat (92/43/CEE) – presenta, secondo le Regioni, diverse criticità tecniche e di impostazione. Le motivazioni del parere contrario sono contenute in un documento tecnico nel quale vengono evidenziati i principali elementi di preoccupazione, in particolare per le possibili ricadute sui territori. Nel corso della seduta è stato inoltre concordato l’invio di una nota formale al ministro Pichetto Fratin per chiedere l’apertura di un confronto istituzionale sul tema.
"È fondamentale un confronto costruttivo con il ministero competente – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Speranza Girod (foto sopra) – nella consapevolezza della necessità, ormai urgente, di coniugare la tutela della specie con la salvaguardia delle attività agricole e zootecniche, nonché della sicurezza e della sostenibilità delle comunità di montagna".
Il nodo resta quello, già più volte evidenziato anche in Valle d’Aosta, della coesistenza tra la presenza del lupo e la sopravvivenza della zootecnia alpina. Le Regioni chiedono che eventuali strumenti di gestione tengano conto delle specificità territoriali, del carico di predazioni sugli allevamenti e dell’equilibrio socio-economico delle aree montane. Con la richiesta di incontro al ministero può aprirsi ora una nuova fase di confronto istituzionale su un tema che continua a rappresentare uno dei dossier più sensibili per il mondo agricolo e per le Amministrazioni delle regioni alpine.




