Rafforzare il coordinamento tra i tre versanti del Monte Bianco per una gestione più sostenibile e condivisa del Tour du Mont-Blanc, uno dei trekking più frequentati d’Europa. È questo l’obiettivo della riunione dell’Espace Mont-Blanc che si è svolta il 23 febbraio 2026 a Courmayeur, con la partecipazione degli amministratori locali della Valle d’Aosta, dell’Alta Savoia e del Canton Vallese.
Il Comune di Courmayeur, padrone di casa dell’incontro, era rappresentato dal sindaco insieme agli assessori competenti. La seduta è stata copresieduta dai tre vicepresidenti dell’Espace Mont-Blanc: l’assessore regionale alle Opere pubbliche, territorio e ambiente Davide Sapinet (foto sotto); il presidente della Comunità di Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc e sindaco di Chamonix Éric Fournier e il responsabile del Servizio economia, turismo e innovazione del Canton Vallese Éric Bianco.
Il Tour du Mont-Blanc rappresenta una risorsa fondamentale per l’attrattività dei territori attraversati, ma pone anche questioni delicate legate alla tutela dell’ambiente, alla gestione dei flussi e alla qualità dell’accoglienza. L’incontro è servito a condividere i risultati del lavoro svolto nel 2025 e a individuare azioni operative in vista della prossima stagione estiva.
Gli amministratori hanno ribadito come solo un approccio comune possa garantire una gestione coerente e duratura dell’itinerario sull’intero arco dei tre versanti.
Tra i dati più rilevanti emersi c’è lo studio realizzato tra maggio e ottobre 2025 dall’Association Amis del ’Ultra-Trail Mont-Blanc, che per la prima volta ha fornito una fotografia completa dei passaggi lungo il percorso.
Nella sola stagione 2025 sono stati circa 75 mila gli escursionisti sui diversi tratti, con punte giornaliere fino a mille passaggi. I francesi rappresentano il gruppo più numeroso (24%), seguiti dagli statunitensi (20%) e dai cinesi (7,5%). La maggior parte dei trekker completa il giro in un tempo compreso tra sei e dieci giorni, scegliendo di pernottare soprattutto in rifugi, ma anche in bivacco, campeggio e strutture alberghiere.
Le motivazioni principali restano la sfida personale, la bellezza dei paesaggi e l’interesse sportivo del tracciato.
Dal campeggio selvaggio ai trasporti
I lavori del 2025 hanno già prodotto alcuni risultati: il confronto tra amministratori e operatori economici, l’analisi condivisa del fenomeno del campeggio selvaggio e l’aggiornamento della comunicazione sui siti istituzionali.
La discussione si è sviluppata attorno a una proposta di piano d’azione costruita sui contributi dei Comuni, affrontando temi concreti come gestione delle risorse, accoglienza, mobilità, informazione e sicurezza. Particolare attenzione è stata dedicata al bivacco, con l’obiettivo di scoraggiarlo nelle aree più sensibili e canalizzare meglio i flussi turistici.
I partecipanti hanno concordato di proseguire il lavoro per arrivare alla definizione di una road map strategica transfrontaliera. L’Espace Mont-Blanc continuerà a garantire il coordinamento istituzionale, con il supporto di Fondazione Montagna Sicura , per accompagnare l’attuazione delle azioni individuate. Un passaggio considerato decisivo per coniugare sviluppo turistico e tutela di uno degli itinerari simbolo dell’arco alpino.




