Ammonta a circa 1,1 milioni di euro la morosità complessiva negli alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dall’Arer in Valle d'Aosta, distribuita su 669 contratti. Il dato, aggiornato a dicembre 2025, è stato al centro di un’interpellanza discussa nella seduta mattutina odierna del Consiglio Valle e presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine.
A illustrare l’iniziativa è stato il capogruppo leghista Andrea Manfrin (foto sotto), che ha parlato di "casi particolarmente gravi e prolungati nel tempo", sottolineando come 384 inquilini morosi risultino titolari di altri contratti con l’Arer. Una situazione che, secondo l’esponente della Lega, dimostrerebbe l’assenza di conseguenze sul rapporto locativo anche in presenza di debiti "talvolta ultradecennali" e con residui che in alcuni casi superano i 10mila euro.
Manfrin ha posto il tema della disparità di trattamento: "Non si tratta di mandare via chi è in difficoltà e non può sostenere un affitto sul mercato privato, ma di garantire equità anche rispetto agli sfratti già eseguiti. Perché c’è chi è stato sfrattato per poche decine di bollette non pagate e chi resta negli alloggi dopo centinaia di mesi di ritardo?". Da qui la richiesta di applicare le procedure di decadenza nei confronti di chi "ha i soldi e non paga".
Nella risposta, l’assessore alle Politiche sociali, Carlo Marzi, ha respinto l’idea di una tolleranza generalizzata: "I nuclei con le morosità più rilevanti, che rappresentano una minoranza rispetto al totale, sono già stati interessati dai procedimenti di decadenza con il conseguente rilascio dell’alloggio". Marzi ha richiamato la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica, ribadendo la necessità di distinguere tra morosità colpevole e morosità legata a fragilità economica e sociale, puntando su piani di rientro e sul supporto dei servizi sociali per le situazioni più delicate.
Entrando nel dettaglio dei numeri, l’assessore ha ricordato che la legge regionale del 2013 considera morosità il mancato pagamento di oltre quattro mensilità: i contratti in questa condizione sono 138, per circa 970mila euro di arretrati. Di questi, 35 riguardano assegnatari con un ulteriore contratto attivo per pertinenze come box o depositi.
Proprio su questo aspetto è intervenuto l’ultimo regolamento, che prevede – per poter accedere alla rateizzazione del debito – la rinuncia ai contratti accessori, ritenuti un fattore di aggravio della morosità. Quanto ai casi più rilevanti, Marzi ha precisato che un’unica posizione superava i 100mila euro e si è chiusa con la decadenza e il rilascio dell’alloggio.




