Con una 'penna' valdostana, l'Italia dello ski cross scrive una pagina storica ai Giochi olimpici di Milano-Cortina: sulla pista di Livigno arrivano oro e argento con Simone Deromedis e Federico Tomasoni, un risultato senza precedenti che dà un nuovo scossone al medagliere azzurro e consegna al freestyle il suo primo titolo olimpico.
A guidare la squadra c’è il direttore tecnico valdostano Bartolomeo Pala (nella foto), 46 anni, di Courmayeur, regista di una crescita costruita negli anni e culminata nel giorno perfetto della nazionale.
Sul tracciato del Livigno Snow Park, in condizioni difficili per nevicata e visibilità, Deromedis – campione del mondo 2023 e tra i favoriti della vigilia – ha preso il comando nella finale senza lasciarlo più, mentre Tomasoni ha completato la doppietta azzurra precedendo al fotofinish lo svizzero Alex Fiva, bronzo.
Per l’Italia è la prima medaglia olimpica di sempre nello ski cross, arrivata addirittura con due atleti sul podio nella stessa gara. Il successo di Livigno ha un valore che va oltre la singola disciplina: la doppietta consente all’Italia di consolidare il bottino olimpico e conferma il ruolo da protagonista ai Giochi di casa.
Il trentino classe 2000 ha così coronato un percorso iniziato con il quinto posto a Pechino 2022 e proseguito con il titolo mondiale di Bakuriani 2023 e le vittorie in Coppa del Mondo. Con l’oro olimpico diventa il primo campione a cinque cerchi italiano della specialità.
Per il bergamasco è la gara perfetta, culminata con il secondo posto conquistato sul filo dei centesimi e impreziosita dal casco con il simbolo del sole dedicato alla fidanzata Matilde Lorenzi, scomparsa nel 2024: un podio dal forte valore sportivo e umano.
Dietro al risultato c’è quindi il lavoro del tecnico valdostano; Pala ha portato la squadra al vertice mondiale con una programmazione lunga e mirata. La doppietta di Livigno rappresenta il punto più alto della gestione Pala e uno dei momenti più importanti per il freestyle italiano.




