Al Forte di Bard la bellezza non si guarda soltanto ma la si attraversa. La mostra che presenta il concorso internazionale Bird Photographer of the Year, approdato per la prima volta in Italia, ha trasformato la fortezza in un luogo sospeso dove il mondo dei volatili si rivela in tutta la sua grazia.
Oltre 14.500 visitatori hanno già percorso questo viaggio visivo, e la mostra si avvia a superare i 15.000 ingressi, un risultato che racconta da solo la forza magnetica di ciò che è esposto. Le festività natalizie hanno portato un pubblico numeroso, ma è nei fine settimana che la magia si rinnova, costante, come un richiamo naturale. E ora che il tempo stringe, fino al 1° marzo 2026, resta ancora l’occasione preziosa di lasciarsi incantare.
Questa decima edizione è un progetto inedito per il nostro Paese. Dodici categorie che raccontano l’universo degli uccelli con una profondità rara, come se ogni immagine fosse una finestra aperta su un mondo che vive accanto a noi, ma che troppo spesso dimentichiamo di osservare. I giovani fotografi, suddivisi nelle fasce 11 & Under, 12–14, 15 e 17 anni, portano uno sguardo puro, istintivo, capace di cogliere l’essenziale con una spontaneità che sorprende. I ritratti rivelano l’intensità di un volto piumato, la delicatezza di un profilo, la dignità di un animale che si offre all’obiettivo senza artifici. I comportamenti raccontano rituali segreti, corteggiamenti, sfide, cure parentali, piccoli drammi e grandi equilibri. Il volo diventa una linea tracciata nell’aria, un gesto di libertà che la fotografia riesce a fermare senza spegnerne la potenza. L’ambiente restituisce il legame tra l’animale e il suo habitat, mostrando quanto fragile e preziosa sia questa relazione. Il bianco e nero distilla l’essenza, riduce il superfluo, lascia emergere la forma pura.
Le prospettive creative trasformano lo scatto in visione, giocano con la luce, con l’ombra, con l’immaginazione. I documentari sulla salvaguardia raccontano storie di resistenza, di tutela, di impegno umano. Gli uccelli urbani mostrano la loro sorprendente convivenza con l’uomo, tra tetti, antenne e parchi cittadini. I portfolio, infine, sono piccoli romanzi visivi, sequenze che si leggono come poesie, ognuna con un ritmo e un respiro propri.
A vincere l’edizione 2025 è stata l’immagine di una magnifica fregata che si staglia contro un’eclissi solare totale, un istante irripetibile catturato dal fotografo canadese Liron Gertsman dopo un anno di preparazione e pochi secondi di perfezione assoluta.
Tra i premiati brillano anche due italiani: Francesco Guffanti, con l’immagine Angelo o Demone che ritrae un’aquila reale, immortalata in Valle d’Aosta, mentre si ciba di una carcassa di cervo rosso, vincendo il primo premio nella categoria Bird Behaviour e Philippe Egger, con lo scatto Fotografia d’arte, aggiudicandosi il primo premio nella categoria Creative perspectives che vede protagonista un Martin pescatore comune in un suggestivo volo su un’opera d’arte.
Camminare tra queste immagini significa entrare in un mondo dove il silenzio ha un suono, dove ogni piuma racconta un viaggio, dove il cielo diventa pagina e gli uccelli parole. È un invito a rallentare, a guardare davvero, a lasciarsi toccare da ciò che spesso sfugge. E ora che la mostra si avvicina alla conclusione, il tempo per visitarla diventa ancora più prezioso.
Il Forte di Bard, con la sua atmosfera sospesa tra storia e natura, offre l’ultimo tratto di questo cammino di stupore. Vale la pena affrettarsi.






