"Basta immobilismo; siamo vicini al punto di non ritorno". I movimenti e partiti progressisti Uniti a iSinistra, ADGA, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Rete civica sociale lanciano l’allarme sulla situazione della Cogne acciai speciali-Cas e chiedono un intervento immediato delle istituzioni regionali e nazionali per evitare che la crisi si trasformi in un colpo durissimo per l’intera economia valdostana.
In una nota congiunta, le forze politiche parlano di “profonda preoccupazione per una situazione drammatica” che coinvolge centinaia di lavoratrici e lavoratori e che si inserisce in un quadro di incertezza produttiva, tensioni occupazionali e prospettive industriali giudicate “poco chiare”.
Nel mirino finisce l’azione – ritenuta insufficiente – dei governi regionale e nazionale. Secondo i firmatari, si assiste “ancora una volta all’inerzia delle istituzioni”, un immobilismo che “non è più tollerabile” di fronte a un settore strategico per l’economia valdostana e per la siderurgia europea.
Le forze di sinistra esprimono vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie, alle prese con contratti di solidarietà dopo mesi di cassa integrazione, e avvertono: “Tutto questo non può diventare la normalità”.
Da qui le richieste precise alla Giunta regionale. Al presidente Renzo Testolin e all’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy viene chiesto di sollecitare con urgenza il Governo nazionale affinché si faccia carico della crisi del comparto siderurgico. Allo stesso tempo si propone che il Consiglio Valle approvi misure straordinarie per sostenere il reddito delle famiglie coinvolte dagli ammortizzatori sociali, come un bonus semestrale di solidarietà.
Per i firmatari non è possibile attendere il 2026 nella speranza di interventi europei: “Serve ora un’azione politica forte e coordinata”. La crisi della Cogne, sottolineano, “è una questione industriale, sociale e politica che riguarda l’intera comunità valdostana” e ogni ritardo riduce le possibilità di costruire una risposta efficace.
Le forze di sinistra annunciano infine che continueranno "a vigilare e a mobilitarsi affinché la difesa del lavoro e dell’industria torni al centro dell’agenda politica regionale".




