Si è fatalmente aggravato il bilancio della valanga che domenica 15 febbraio ha investito il Canale dei Vesses, in Val Veny, sul versante del Monte Bianco sopra Courmayeur. Dopo il decesso, ieri, dei suoi compagni è morto all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino anche il terzo il freerider francese di 35 anni che i soccorritori erano riusciti a estrarre dalla neve in condizioni già estremamente critiche dopo il seppellimento.
Il decesso è stato constatato nella mattinata di oggi, lunedì 16 febbraio, nonostante i tentativi prolungati dell’equipe sanitaria che aveva attivato anche le procedure di supporto extracorporeo nel tentativo di contrastare le conseguenze dell’asfissia e dell’ipotermia.
La tragedia assume così contorni ancora più pesanti: le vittime sono tre, tutte francesi e residenti a Chamonix. Già nella giornata di ieri erano stati recuperati senza vita i corpi di altri due freerider, di 29 e 31 anni, individuati sotto una massa di neve compatta profonda circa un metro e mezzo.
Il distacco si è verificato attorno alle 11 lungo uno degli itinerari fuoripista più conosciuti della zona. A dare l’allarme sono stati alcuni sciatori che si trovavano nello stesso canale: dopo aver visto il gruppo impegnato nella discesa hanno avvertito il tipico spostamento d’aria provocato dalla valanga e hanno immediatamente attivato i soccorsi.
In quota si è mossa la macchina del Soccorso Alpino Valdostano insieme ai militari del Sagf della Guardia di finanza di Entrèves e al personale sanitario. Le operazioni si sono concentrate su un fronte ampio, perché il distacco ha avuto dimensioni importanti e ha trascinato a valle una grande quantità di neve.
I tre sciatori erano equipaggiati con Artva, elemento che ha consentito la localizzazione, ma il tempo di permanenza sotto la neve – stimato in almeno quaranta minuti – ha reso quasi nulle le possibilità di sopravvivenza.
Resta ora da definire nel dettaglio la dinamica dell’evento e le condizioni del manto nevoso al momento del passaggio del gruppo.




