Due scialpinisti francesi, residenti nella vicina Vallée de l'Arve, in Savoia, travolti e deceduti e un terzo loro connazionale ricoverato in condizioni disperate all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. È il bilancio della valanga di grandi dimensioni staccatasi questa mattina nel Canale dei Vesses, in Val Veny, dove per oggi il bollettino neve indicava un pericolo valanghe molto elevato.
La macchina dei soccorsi si è attivata intorno alle 11, quando alla Centrale unica è arrivata la segnalazione del distacco accompagnata dalla presenza di sciatori fuoripista nella zona. Sul posto sono stati inviati in pochi minuti i tecnici del Soccorso alpino valdostano e i militari del Sagf della Guardia di finanza di Entrèves con le unità cinofile. Le operazioni sono iniziate in condizioni complesse, senza la certezza del numero delle persone coinvolte.
I tre sono stati localizzati grazie ai dispositivi Artva e raggiunti sotto uno spessore di neve superiore al metro e mezzo. Il primo recuperato presentava ancora segni vitali ma era rimasto sepolto per un tempo prolungato, stimato in almeno quaranta minuti. Stabilizzato sul posto dal medico del 118, è stato trasferito in elicottero all’ospedale 'Parini' di Aosta e poi trasportato a Torino, dove al 'San Giovanni Bosco' l’équipe cardiochirurgica guidata da Matteo Antisani e i rianimatori del professore canavesano Roberto Balagna hanno avviato le procedure di supporto extracorporeo per il trattamento dell’ipotermia e dell’arresto cardiocircolatorio. La prognosi resta riservata e le condizioni dello sciatore sono considerate critiche.
Il recupero degli altri due scialpinisti è avvenuto a distanza di pochi minuti, ma in entrambi i casi il quadro clinico è apparso subito gravissimo. Un trentunenne originario di Chamonix è deceduto poco dopo l’estrazione dalla neve, mentre l'altro componente del gruppo è morto una volta giunto al 'Parini'. Non è ancora stato identificato perché al momento del recupero era privo di documenti e l’unico elemento utile trovato addosso è uno skipass francese non nominativo. Gli accertamenti della polizia sono in corso per dare un nome alla vittima.
L’allarme è stato lanciato da uno scialpinista italiano che si trovava in zona e che, dopo aver udito il tipico spostamento d’aria provocato dalla valanga, aveva notato poco prima il gruppo impegnato nella discesa del canalone. L’uomo è stato ascoltato come testimone dalla Guardia di finanza, che sta ricostruendo l’esatta dinamica del distacco e le traiettorie percorse dagli sciatori.
Il Canale dei Vesses è un itinerario molto conosciuto dagli appassionati di freeride, ma le condizioni del manto nevoso erano giudicate oggi particolarmente instabili. L’episodio si inserisce in una serie di incidenti che negli ultimi giorni hanno interessato l’intero arco alpino: venerdì tre sciatori sono morti travolti da una valanga a Val d’Isère, in Savoia, mentre a inizio mese due vittime si erano registrate a Solda, in Alto Adige.




