Un contributo che ha intrecciato memoria storica e attualità, collegando la Giornata del Ricordo del 10 Febbraio alle condizioni dei detenuti negli istituti penitenziari italiani, compreso quello valdostano.
Mercoledì scorso, in Consiglio Valle, il consigliere di Forza Italia Marco Sorbara ha invitato l’Aula a trasformare la memoria in responsabilità politica concreta.
"La memoria, se non genera responsabilità politica, diventa una celebrazione sterile", ha esordito, richiamando le foibe come "una delle pagine più tragiche della nostra storia nazionale", ma soprattutto come monito contro ogni forma di invisibilità e perdita di dignità delle persone. Un riferimento che – ha precisato – non vuole creare analogie improprie, bensì affermare un principio: ogni volta che le istituzioni smettono di interrogarsi su come esercitano il potere, si apre "una frattura democratica".
Da qui il passaggio all’attualità del sistema carcerario. Sorbara ha raccontato di aver effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo negli istituti penitenziari di San Vittore e Opera, su invito dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, impegnata nella tutela dei diritti delle persone detenute e nel reinserimento sociale.
Durante le visite, ha riferito, ha riscontrato "criticità strutturali, sovraffollamento, fragilità sanitarie e psicologiche sempre più diffuse e difficoltà nell’accesso ai percorsi trattamentali", un quadro che non può essere liquidato come emergenza temporanea.
"Ho visto un sistema che regge sulla normalizzazione del disagio – ha detto –. Sovraffollamento strutturale, isolamento protratto, salute mentale trattata come questione secondaria. Persone che scontano una pena che, nei fatti, va oltre quanto stabilito dalla legge".
Il consigliere ha insistito su un concetto: la legalità formale non basta se perde il contatto con la dignità sostanziale. "Uno Stato di diritto non si misura solo da come punisce, ma da come custodisce l’umanità di chi ha perso la libertà".
Uno sguardo che riguarda anche la Valle d’Aosta. Pur riconoscendo che la gestione delle carceri è competenza statale, Sorbara ha ricordato come la Regione abbia responsabilità dirette su sanità penitenziaria, salute mentale, politiche sociali, formazione e reinserimento lavorativo. Ambiti che, se rafforzati, possono incidere su recidiva e sicurezza collettiva.
Nell'intervento del consigliere non è mancato un passaggio di riconoscimento per la Polizia penitenziaria, definita "un presidio silenzioso ma essenziale", chiamata ogni giorno a operare in contesti ad alta pressione emotiva.
Infine la proposta politica: portare il tema all’attenzione istituzionale attraverso una visita ufficiale del Consiglio regionale alla casa circondariale di Aosta, per conoscere direttamente la realtà detentiva locale e assumere decisioni più consapevoli.
"Il carcere è un luogo che la società tende a non vedere – ha concluso Sorbara – ma racconta molto di noi come comunità. Ricordare significa impedire che l’indifferenza diventi metodo di governo. Nessun essere umano può diventare invisibile per lo Stato".




