Cronaca - 13 febbraio 2026, 08:05

Le carte dell'inchiesta Casino; il porteur pregiudicato che vinse un bando 'in solitaria' e dalle fatture mensili da capogiro

Le carte dell'inchiesta Casino; il porteur pregiudicato che vinse un bando 'in solitaria' e dalle fatture mensili da capogiro

Dalle intercettazioni alle fatture, fino ai certificati del casellario giudiziale. Le carte dell’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Aosta sul presunto riciclaggio e 'giro' di denaro illecito 'smaltito' al Casino de la Vallée di St-Vincent restituiscono il profilo di uno dei 'porteurs' più attivi della Casa da gioco valdostana, Antonio Fiocca e del suo collaboratore Pietro Circosta. Precedenti penali recenti, ma che non hanno impedito la partecipazione a una regolare gara di affido e lo sviluppo di un rapporto contrattuale che negli ultimi anni avrebbe generato compensi sempre più consistenti.

Secondo quanto emerge dagli atti, infatti, l'arrivo di Fiocca ai tavoli verdi di Saint-Vincent non fu dovuto a particolari compiacenze: partecipò – risultando di fatto l’unico concorrente – a un bando indetto dalla società Casino Spa per la contrattualizzazione di un 'procacciatore' (il 'porteur', per l'appunto) di clientela di alto profilo. Dopo l’aggiudicazione, avrebbe coinvolto nella propria attività anche il suo collaboratore Circosta.

Le 'pressioni' su fatture da centinaia di migliaia di euro

Tra i documenti compare una nota della Procura con riferimenti a pressioni telefoniche esercitate dal porteur nei confronti del funzionario del Casino Cristiano Sblendorio, direttore dell'Ufficio Marketing, per ottenere rapidamente il pagamento di fatture di importo rilevante.

Il 18 febbraio 2025 viene richiamata una fattura da 282.000 euro. Nella conversazione intercettata Fiocca sollecita il pagamento: "vedi se domani pagano questa c.... di fattura; quello mi sta togliendo la vita". Il funzionario risponde: "ho firmato tutto… domani pagheranno".

Meno di un mese dopo, Fiocca sollecita un'altra fattura: 207.300 euro (14 marzo 2025). Anche qui il porteur chiede conto dei tempi di liquidazione: "Ma la fattura quando la pagano?...Mò gli scasso il c...se gli fa una telefonata...".

Nella stessa relazione gli investigatori riportano un prospetto riepilogativo delle fatture emesse da Fiocca dal 2023 al 2025 a carico della Casa da gioco, evidenziando una crescita costante del fatturato.

L’escalation dei compensi

Dalle tabelle allegate risulta:

2023 – importi mensili variabili, spesso tra 50 e 90 mila euro, con picchi oltre i 120 mila e una chiusura d’anno a 138.000 euro.

2024 – salto di livello; diverse fatture sopra i 100 mila euro, con punte di 166.500, 255.000 e 233.700 euro.

I primi tre mesi del 2025 – tre fatture per: 274.200 euro. 282.000 euro e 207.300 euro. Totale. oltre 760 mila euro in un trimestre.

Numeri che, secondo gli estensori della relazione, mostrerebbero "la crescente evoluzione del fatturato" e "gli alti compensi garantiti".

I precedenti penali

Agli atti figurano anche i certificati del casellario giudiziale.

Per Circosta risultano: una condanna per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (Tribunale di Locri); un procedimento per omesso versamento Iva, poi estinto.

Per Fiocca compaiono invece: una sanzione per false dichiarazioni societarie; una condanna per bancarotta fraudolenta continuata in concorso, definita con patteggiamento e lavoro di pubblica utilità, reato poi dichiarato estinto; un procedimento per guida in stato di ebbrezza, anch’esso chiuso con messa alla prova.

Si tratta in parte di vicende giuridicamente definite, ma che – secondo gli investigatori – delineano comunque il profilo dei soggetti che hanno operato come intermediari della clientela del Casinò.

I nodi aperti

Le carte non contestano automaticamente irregolarità nell’affidamento, ma pongono una serie di interrogativi su quali verifiche reputazionali siano state svolte prima dell’aggiudicazione del bando; perché vi fosse un solo concorrente; su come siano stati determinati compensi così elevati; su quale controllo abbia esercitato la governance della società (questione alla quale avrebbe ma solo in parte risposto il Presidente della Giunta due giorni fa nell'aula del Consiglio Valle). Domande che si inseriscono nel più ampio filone dell’inchiesta sul sistema dei porteurs e sui rapporti tra la Casa da gioco e i procacciatori di clientela 'di peso'.

L’indagine, intanto, prosegue. E dalle cifre messe nero su bianco, il giro d’affari legato ai mediatori esterni appare tutt’altro che marginale per i conti del Casinò di Saint-Vincent.

pa.ga.

SU