Integrazione e solidarietà - 09 febbraio 2026, 21:38

Social network e minori, Cittadinanzattiva chiede più tutele

'Servono regole, ma anche educazione digitale'

Social network e minori, Cittadinanzattiva chiede più tutele

In occasione del Safer Internet Day, Cittadinanzattiva torna anche in Valle d’Aosta a chiedere un maggiore impegno delle istituzioni per tutelare la salute psicofisica dei più giovani nell’accesso alla rete e alle piattaforme social. Al centro del dibattito c’è il disegno di legge annunciato dalla vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, Giorgia Latini, che prevede di innalzare a 15 anni l’età minima per l’accesso ai social network e di introdurre meccanismi più stringenti di verifica da parte delle piattaforme.

Secondo l’associazione, coordinata in Valle da Maria Grazia Vacchina (nella foto insieme al magistrato Giancarlo Caselli), si tratta di "un importante punto di partenza", ma non sufficiente. Accanto al limite di età, infatti, Cittadinanzattiva ritiene necessario prevedere misure ulteriori per proteggere i minori, a partire dalla limitazione della produzione di contenuti che vedono protagonisti direttamente bambini e ragazzi, spesso coinvolti fin da piccoli nei fenomeni dei "baby influencer” e dello “sharenting”.

"Innalzare l’età di accesso ai social network potrebbe essere percepito dai più giovani come una misura restrittiva, se non accompagnata da un’azione capillare di formazione e informazione sull’uso corretto dei social media, a partire dalle scuole", sottolinea Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva. Per questo, a distanza di un anno da un’interrogazione parlamentare già sollecitata dall’associazione, viene rinnovata la richiesta al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire sulla legge 92 del 2019 sull’educazione civica, integrandola con l’educazione all’uso corretto dei social network e istituendo la Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale, prevista dalla stessa normativa.

Cittadinanzattiva ricorda anche il lavoro avviato con la campagna “Il Costo della Bellezza”, promossa dal 2023 in collaborazione con Dove, per incentivare nelle scuole e sui territori percorsi di informazione e sensibilizzazione sui rischi legati a un uso scorretto dei social, soprattutto in relazione alla salute mentale dei ragazzi, un tema che – secondo l’associazione – ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza sanitaria.

Su questo fronte, dieci Comuni italiani hanno già approvato ordini del giorno e mozioni, su sollecitazione di Cittadinanzattiva, impegnando le amministrazioni a mettere in campo azioni concrete a tutela delle nuove generazioni. Tra questi figurano Verona, Cascia, Spoleto, Oristano, Martina Franca, Licata e diversi centri della Campania.

"Ci auguriamo che si crei una rete sempre più forte e articolata di soggetti che, ognuno con i propri strumenti e competenze, contribuisca a rafforzare una nuova cultura della cittadinanza digitale responsabile", conclude Bizzarri.

red.laprimalinea.it

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