Politica - 03 febbraio 2026, 13:08

VdA Aperta, 'a sinistra serve unità e coerenza per costruire un’alternativa'

La lista di VdA Aperta alle scorse elezioni regionali

La lista di VdA Aperta alle scorse elezioni regionali

Pur ormai orfane di Adu VdA, le forze politiche che compongono la Commissione politica di Valle d’Aosta Aperta – Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista – rivendicano la continuità del progetto politico presentato alle ultime elezioni regionali e comunali di Aosta e rilanciano la necessità di unità e coerenza a sinistra per costruire un’alternativa credibile al quadro politico valdostano.

In una nota congiunta, i Movimenti ribadiscono la fedeltà ai valori e ai contenuti del programma elettorale, assicurando gli elettori che “non saranno abbandonati” nei prossimi cinque anni, nonostante le difficoltà legate alle leggi elettorali maggioritarie con sbarramenti e a un contesto politico definito segnato dal “trasformismo” della realpolitik locale.

Pur riconoscendo le delusioni personali e l’esito non favorevole delle urne (nessun seggio in Consiglio Valle), le forze di VdA Aperta sottolineano come migliaia di valdostani abbiano chiesto un’alternativa politica alla situazione regionale, inserita in un quadro nazionale e internazionale giudicato “drammatico”. Da qui l’impegno a proseguire l’azione politica nel solco tracciato in campagna elettorale.

Tra i punti qualificanti indicati nel documento, la disponibilità al dialogo con tutte le forze che non accettino compromessi “nell’interesse di pochi” e il sostegno alle mobilitazioni ritenute utili alla collettività, a partire dall’appoggio al Comitato per il No al referendum sulla magistratura.

Netta la posizione anche sui temi internazionali e della pace: le forze firmatarie dichiarano di non accettare “ipocrisie” da parte di chi manifesta per la pace ma, secondo il loro giudizio, nelle sedi istituzionali sostiene politiche di riarmo o mantiene il silenzio sul conflitto in Palestina, consentendo ai propri rappresentanti di votare in linea con le scelte del governo Meloni e della presidente della Commissione europea von der Leyen.

Sul fronte sociale ed economico, il documento critica apertamente le politiche neoliberiste e i processi di privatizzazione, ritenuti una deriva che avrebbe coinvolto anche una parte del centrosinistra e che in Valle d’Aosta sarebbe iniziata “ben prima” dell’alleanza tra UV, Forza Italia e Azione. Analoga fermezza viene rivendicata sui diritti civili, dove – si legge – alle dichiarazioni di principio devono seguire atti concreti, legislativi e amministrativi.

La nota richiama poi alcune criticità del territorio: le lunghe liste d’attesa nella sanità, oltre 500 famiglie in attesa di una casa popolare e i dati sull’accoglienza dei rifugiati politici, indicata come tra le più basse d’Italia. Situazioni che, per le forze di Valle d’Aosta Aperta, mettono in discussione il diritto alla salute, alla casa e a un’accoglienza dignitosa.

Infine, l’allarme sulle diseguaglianze sociali e sulla tenuta del senso di comunità, considerato un presupposto essenziale perché l’Autonomia speciale resti un valore condiviso e non “uno strumento nelle mani di poche lobby”.

La chiusura è un messaggio diretto agli elettori: “Non verremo meno agli impegni presi”, assicurano Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista.

red.laprimalinea.it

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