Tolleranza zero per la sosta irregolare durante i due giorni della Fiera di Sant’Orso. Quest’anno la Polizia locale del capoluogo, in accordo con l’Amministrazione comunale, ha adottato una linea particolarmente rigorosa nei confronti degli automobilisti che non hanno rispettato i divieti temporanei e le regole di parcheggio predisposte in occasione della Millenaria.
Il bilancio parla di 110 vetture rimosse con il carro attrezzi perché parcheggiate in divieto. Per i proprietari delle auto, oltre alla sanzione amministrativa, è stato necessario sostenere anche il costo del recupero del veicolo, pari a 129 euro. A queste rimozioni si aggiungono numerose contravvenzioni elevate nei confronti di veicoli lasciati in aree temporaneamente vietate o in modo irregolare.
L’obiettivo dei controlli rafforzati era garantire la sicurezza, la fluidità della circolazione e il corretto svolgimento della Fiera, che ogni anno richiama in città migliaia di visitatori. In questo contesto, il Comune e la Polizia locale hanno scelto di applicare in modo stringente le disposizioni previste, senza le tolleranze che in passato avevano caratterizzato alcune zone (tutti multati, ad esempio, i veicoli posteggiati lungo la 'discesa' di via Duca degli Abruzzo tra via Roma e corso Ivrea).
Un cambio di approccio che, com'era prevedibile, ha suscitato le proteste di diversi automobilisti. In particolare, alcuni hanno contestato la decisione di vietare la sosta in aree che negli anni precedenti erano state di fatto consentite, come ad esempio lungo un tratto di via Clavalité, dove la presenza della striscia bianca aveva fatto ritenere possibile il parcheggio.
Dal punto di vista dell’Amministrazione, la scelta di irrigidire i controlli si inserisce in una più ampia strategia di gestione dell’evento, finalizzata a ridurre situazioni di intralcio e potenziali criticità per la sicurezza e l’accessibilità delle aree interessate dalla Fiera.
Resta il dato di una Fiera di Sant’Orso segnata da un numero elevato di sanzioni e rimozioni, segnale di un’applicazione più rigorosa delle regole, ma anche di un rapporto non semplice tra esigenze organizzative e abitudini 'borderline' ma consolidate degli automobilisti.




