Cronaca - 29 gennaio 2026, 12:13

Ricorsi elettorali, udienze concluse al Tar; 'scommesse' sui tempi delle decisioni

Avvocati delle parti in causa poco prima dell'udienza

Avvocati delle parti in causa poco prima dell'udienza

Si sono concluse poco dopo le 11.30 di oggi, giovedì 29 gennaio, le udienze del Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta sui ricorsi elettorali che investono Regione, Comune di Aosta e alcuni piccoli enti locali. I lavori erano iniziati alle 10 in un’aula del Tar particolarmente affollata, con la presenza di numerosi avvocati chiamati ad assistere le diverse parti in causa: ricorrenti, controricorrenti ed enti pubblici.

Un passaggio atteso e delicato, che però non ha ancora sciolto i nodi sul futuro degli equilibri istituzionali valdostani. Al termine delle discussioni, infatti, non è emersa una linea univoca sui tempi delle decisioni. No comment da parte del collegio presieduto dalla giudice Giuseppina Adamo, mentre le interpretazioni raccolte tra i legali presenti divergono: per alcuni i dispositivi delle sentenze, o almeno parte di esse, potrebbero essere depositate già nelle prossime ore; per altri, invece, i giudici potrebbero prendersi un tempo più ampio, fino a 15 o 20 giorni, se non oltre. "Scommesse aperte ma io faccio solo da testimone", la battuta di un avvocato con qualche capello bianco.

Tra i procedimenti di maggiore rilievo politico c’è quello promosso il 3 novembre scorso dall’Alleanza Verdi Sinistra-AVS sull’assegnazione del tredicesimo seggio in Consiglio Valle. Una vicenda che ha già prodotto un ribaltamento dell’esito iniziale: in un primo momento il seggio era stato attribuito ad Avs, consentendo ad Andrea Campotaro di diventare il terzo consigliere del Movimento; successivamente, a seguito della verifica dei voti contestati, il seggio è passato all’Union Valdôtaine con l’elezione di Cristina Machet. Il Tar è ora chiamato a stabilire se l’operazione di ricalcolo sia stata corretta o meno.

Sempre in ambito regionale è il ricorso presentato il 6 novembre da Monica Glassier e Sabrina Marando, due cittadine valdostane non candidate alle elezioni, che chiedono l’annullamento del provvedimento di proclamazione degli eletti in Consiglio Valle. Al centro della questione vi è la legge elettorale, modificata dal referendum dell’11 agosto 2025 che ha introdotto le tre preferenze dopo l’emanazione del decreto di indizione dei comizi da parte del Presidente della Regione, firmato quando era ancora in vigore il sistema della preferenza unica. Una presunta incongruenza normativa già sollevata anche da Avs e che, se accolta, potrebbe avere effetti di sistema.

In aula è approdato anche il ricorso presentato il 13 novembre da Giovanni Girardini e dalla coalizione che ne ha sostenuto la candidatura a sindaco di Aosta. Il procedimento contesta la proclamazione di Raffaele Rocco e Valeria Fadda, rispettivamente sindaco e vicesindaca del capoluogo, oltre a quella dei consiglieri comunali. Girardini, sconfitto al ballottaggio del 12 ottobre per soli 15 voti, ha denunciato presunte irregolarità nello scrutinio, tra cui schede lasciate incustodite e una gestione dei seggi condizionata dalla stanchezza dei presidenti.

Infine, il Tar decide sul caso di Champdepraz, dove è stato presentato un ricorso contro la proclamazione di Monica Cretier, sindaca uscente e rieletta con un solo voto di scarto. Un ricorso singolare, perché non promosso dalla lista avversaria, ma da uno dei suoi stessi componenti, Giuseppe D’Agostino, che ha agito come privato cittadino.

pa.ga.

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