Politica - 28 gennaio 2026, 15:34

Ricorsi elettorali al Tar, sentenze attese non prima di 15 giorni

Ricorsi elettorali al Tar, sentenze attese non prima di 15 giorni

Non sarà una giornata qualunque, ma non sarà nemmeno quella delle risposte immediate. Giovedì 29 gennaio il Tribunale amministrativo regionale della Valle d’Aosta si troverà a fare i conti con una serie di ricorsi elettorali che toccano Regione, Comune di Aosta e piccoli enti locali. Un passaggio delicato, destinato a incidere sugli equilibri istituzionali, ma dal quale non usciranno decisioni lampo: per il deposito delle sentenze, infatti, i giudici possono riservarsi tempi che vanno da un minimo di 15 giorni fino a un massimo di circa due mesi.

Ricorso politicamente rilevante quello presentato il 3 novembre  scorso dall’Alleanza Verdi Sinistra-AVS sull’assegnazione del tredicesimo seggio in Consiglio Valle. Una partita che ha visto cambiare il nome dell’eletto: inizialmente attribuito ad Avs, che avrebbe portato Andrea Campotaro a essere il terzo consigliere del Movimento, il seggio è poi passato all’Union Valdôtaine, con l’elezione di Cristina Machet, dopo la verifica dei voti contestati. Su questo punto il Tar è chiamato a stabilire se l’operazione di ricalcolo sia stata corretta o meno.

Sempre legata alle Regionali è la causa promossa il 6 novembre da due cittadine valdostane, Monica Glassier e Sabrina Marando, che non erano candidate alle elezioni ma hanno chiesto l’annullamento del provvedimento di proclamazione degli eletti in Consiglio Valle. Al centro del ricorso c’è la legge elettorale modificata dal referendum dell’11 agosto 2025, che ha introdotto le tre preferenze dopo l’emanazione del decreto di indizione dei comizi da parte del Presidente della Regione, firmato quando era ancora in vigore la preferenza unica. Una questione di legittimità già sollevata anche da Avs e che potrebbe avere effetti di sistema.

In aula del Tar, sempre nella stessa giornata, approderà anche il ricorso presentato il 13 novembre da Giovanni Girardini e dalla coalizione che ne ha sostenuto la candidatura a sindaco di Aosta. Il ricorso contesta la proclamazione di Raffaele Rocco e Valeria Fadda, rispettivamente sindaco e vicesindaca del capoluogo, oltre a quella dei consiglieri comunali. Girardini, sconfitto al ballottaggio del 12 ottobre per appena 15 voti, aveva denunciato irregolarità e criticità nello svolgimento dello scrutinio, parlando di schede lasciate incustodite e di una gestione segnata dalla stanchezza dei presidenti di seggio.

Non meno singolare è il caso di Champdepraz, dove il Tar dovrà esaminare il ricorso contro la proclamazione di Monica Cretier, sindaca uscente e rieletta per un solo voto di scarto. A presentarlo non è stata la lista avversaria bensì uno dei suoi componenti, Giuseppe D’Agostino, che ha agito in veste di privato cittadino.

Insomma, il 29 gennaio segnerà l’avvio di una fase decisiva, ma non conclusiva. Le udienze serviranno a chiarire posizioni e tesi contrapposte; i verdetti, però, arriveranno solo più avanti. Nella migliore delle ipotesi tra due settimane, più realisticamente entro uno o addirittura due mesi, lasciando ancora sospeso il quadro politico-amministrativo valdostano. Una partita che, almeno per ora, resta tutta aperta.

pa.ga.

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