Erano in quattro e quando hanno visto quegli uomini raggiungerli a passo svelto, uno di loro ha preso in mano un piccone da un vicino cantiere, temendo una rapina. Lo hanno posato subito, scusandosi per l'equivoco: quelli che correvano loro incontro erano poliziotti della sezione Narcotici della Squadra mobile di Aosta. Così la sera di mercoledì scorso, bloccati in un 'budello' di via Liconi al quartiere Cogne, che si raggiunge solo a piedi, nascosto alla vista dei passanti e utilizzato come 'piazzetta di spaccio', sono finiti in manette (e poi in carcere a Brissogne) gli aostani Alessandro Rosas, Giuseppe Ficara, Alessandro Zanardi e Limam Sofian, tutti accusati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Quando hanno capito di trovarsi di fronte agli agenti han fatto cadere a terra confezioni diverse contenenti complessivamente 110 pasticche di ecxstasy, 25 grammi di cocaina, 10 grammi di crack e una sessantina di grammi di hashish, oltre a un bilancio di precisione. Nessuno di loro ha ammesso la responsabilità della detenzione né si è dimostrato collaborativo; il pm Manlio D'Ambrosi ha disposto per tutti l'arresto, convalidato questa mattina al tribunale di Aosta.
Particolare non trascurabile: dalle finestre dei palazzi che affacciano sulla zona, diversi residenti hanno rivolto parole di stima e congratulazioni agli agenti. "Non ne possiamo davvero più, il quartiere da troppo tempo è in mano a spacciatori e balordi violenti; grazie per non averci dimenticato", hanno detto ai poliziotti.




