Economia - 21 gennaio 2026, 10:30

'Valle d'Aosta unica regione in Italia senza poteri su concessioni idroelettriche'

'Valle d'Aosta unica regione in Italia senza poteri su concessioni idroelettriche'

"A un anno dall’approvazione unanime in Consiglio Valle della norma di attuazione dello Statuto speciale sulle concessioni idroelettriche, la Valle d’Aosta resta ferma al palo". Un "paradosso" sollevato dai gruppi consiliari Alleanza Verdi e Sinistra-Avs; PD–Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro, che lo definiscono “inaccettabile”, soprattutto se confrontato con quanto sta avvenendo nel resto d’Italia.

"Mentre tutte le Regioni stanno già legiferando sul futuro delle concessioni idroelettriche, la Valle d’Aosta – proprio nel settore in cui dovrebbe esercitare la massima Autonomia – è l’unica ad avere le mani legate", denunciano i consiglieri di AVS, PD-FP e AdC. Il riferimento è al testo approvato il 28 gennaio 2025, frutto di sei anni di lavoro tecnico e istituzionale, che però non ha ancora completato l’iter a Roma.

Secondo l’opposizione, la norma giace da dodici mesi “nei cassetti della Presidenza del Consiglio dei ministri”, lasciando la Regione in una posizione di evidente svantaggio. "In questo momento – sottolineano – le Regioni a Statuto ordinario hanno più strumenti operativi della Valle d’Aosta. Altrove si pianifica il futuro energetico, qui siamo bloccati da un silenzio romano che dura da un anno".

Lo stallo, avvertono i gruppi, non è solo una questione politica o di principio autonomistico, ma rappresenta un rischio concreto sotto il profilo economico e strategico. Senza la norma di attuazione, la Regione potrebbe trovarsi ad affrontare la scadenza delle concessioni idroelettriche senza gli strumenti giuridici necessari per governare rinnovi e gare, con ricadute pesanti su un settore vitale per l’economia valdostana.

Per questo AVS, PD-FP e AdC hanno depositato una mozione che approderà in aula nel Consiglio regionale del 28 e 29 gennaio. L’obiettivo dichiarato non è alimentare polemiche, ma sollecitare una presa di posizione istituzionale forte e unitaria. "Chiediamo che tutto il Consiglio Valle, senza distinzione di colore politico, alzi la voce – affermano i consiglieri –. Non possiamo permettere che questa situazione di stallo comprometta il controllo sulle nostre centrali. Serve un segnale politico immediato verso Roma per calendarizzare e approvare la norma".

red.laprimalinea.it

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