Attualità - 21 gennaio 2026, 18:25

Aosta, sindacati sul piede di guerra contro l'esternalizzazione dell'Ufficio stampa comunale

Aosta, sindacati sul piede di guerra contro l'esternalizzazione dell'Ufficio stampa comunale

L’esternalizzazione del servizio di informazione e comunicazione istituzionale del Comune di Aosta, annunciata oggi dal sindaco, Raffaele Rocco, ha acceso un duro confronto politico e sindacale. La deliberazione della Giunta comunale 6 del 16 gennaio scorso, discussa nella mattinata odierna in Consiglio comunale, ha innescato una sequenza di prese di posizione da parte dell’Associazione Stampa Valdostana-ASVA, del gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra-AVS e della neonata segreteria regionale valdostana della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione-FIGEC. Esternazioni alle quali l’Amministrazione ha risposto con una nota di precisazione firmata dalla vicesindaca, Valeria Fadda.

La delibera: servizio esterno da 165 mila euro

Con l’atto di indirizzo approvato dalla Giunta, il Comune di Aosta ha deciso di ricorrere a un operatore esterno specializzato per la gestione di un ampio pacchetto di attività di comunicazione e informazione istituzionale. Il servizio – dal valore massimo triennale di 165 mila euro Iva inclusa – comprende l’ufficio stampa istituzionale, la gestione dei canali social media dell’ente, la produzione di contenuti grafici e audiovisivi e la comunicazione e promozione degli eventi istituzionali, inclusa una specifica campagna legata al progetto Interreg “DestinationBarry”.

La delibera prevede che il servizio sia garantito da un team coordinato composto almeno da un project manager, un responsabile dell’ufficio stampa iscritto all’Albo dei giornalisti, un social media manager e un graphic designer/videomaker. L’individuazione dell’operatore dovrà avvenire tramite la piattaforma Place VdA, con procedura di affidamento diretto mediante “avviso aperto”.

L’ASVA: 'Svilito il lavoro giornalistico'

Durissima la reazione dell’Associazione stampa valdostana. In un comunicato a firma del presidente, Alessandro Mano, diffuso dopo il dibattito consiliare, il sindacato (oggi non più unitario per la presenza di FIGEC VdA) dei giornalisti valdostani ha espresso "sconcerto" per le parole del sindaco Rocco e "preoccupazione" per l’affidamento esternalizzato del servizio.

Secondo l’ASVA, la scelta dell’Amministrazione si porrebbe in contrasto con la normativa regionale – in particolare le leggi regionali 22 del 2010 e 8 del 2021 – che prevedono per il comparto unico il reclutamento del personale giornalistico tramite mobilità interna o concorso. Una strada, quest’ultima, da sempre sostenuta dal sindacato perché trasparente e in grado di offrire opportunità occupazionali stabili in un settore segnato da una crisi strutturale.

Particolarmente contestata l’argomentazione del "risparmio" economico richiamata dal sindaco in Consiglio comunale: "Ancora una volta – sottolinea l’ASVA – si è svilito il lavoro giornalistico, sempre sulla pelle dei lavoratori". Da qui la richiesta di avviare con urgenza le procedure per un concorso pubblico per addetto stampa (posizione D), capace di generare una graduatoria utilizzabile anche da altri enti del comparto unico.

AVS: 'Precarizzazione e precedente allarmante'

Sulla stessa linea si colloca la presa di posizione politica di Alleanza Verdi e Sinistra. Il gruppo consiliare ha espresso "pieno sostegno e solidarietà" all’ASVA, definendo l’esternalizzazione dell’ufficio stampa un "pericoloso passo indietro" rispetto ai percorsi di valorizzazione del lavoro e della stabilità occupazionale sanciti dalla normativa regionale.

Per AVS è "inaccettabile" che la decisione venga giustificata in nome del risparmio: "Quando si parla di informazione pubblica – afferma la capogruppo Katya Foletto – il risparmio non può essere perseguito a discapito della dignità dei lavoratori e della qualità del servizio". Secondo il gruppo, il richiamo alla legge statale 150 del 2000 per aggirare le norme regionali costituirebbe un "precedente allarmante", mentre la via maestra avrebbe dovuto essere quella del concorso pubblico.

La replica del Comune: 'Scelta temporanea e transitoria'

Alle critiche di ASVA e AVS ha risposto il Comune di Aosta con una nota di precisazione della vicesindaca, Valeria Fadda, che ha rivendicato la piena consapevolezza dell’Amministrazione rispetto agli obblighi imposti dalla normativa regionale sul reclutamento del personale giornalistico.

La deliberazione, spiega Fadda, si collocherebbe "nelle more dell’avvio di una selezione concorsuale", con l’obiettivo di garantire continuità operativa a un servizio ritenuto essenziale per l’attività istituzionale e per il diritto dei cittadini a un’informazione corretta e tempestiva. Una scelta dunque "temporanea e transitoria", dettata dall’urgenza di non interrompere una funzione strategica e non alternativa al percorso ordinario previsto dalla legge.

L’Amministrazione ribadisce inoltre la necessità, data la complessità e il volume dell’attività comunicativa del Comune capoluogo, di due figure professionali dedicate e conferma la disponibilità al confronto con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni "durature, trasparenti e coerenti con il quadro normativo".

L’intervento della FIGEC: richiesta di incontro urgente

A chiudere, per ora, il cerchio delle reazioni è la nota della FIGEC Valle d’Aosta, firmata dal segretario regionale Enrico Romagnoli, che chiede un incontro urgente con la Giunta comunale. Secondo la FIGEC, l’esternalizzazione di un "intero ed unico pacchetto" di attività di comunicazione non solo violerebbe la legge regionale 22 del 2010, ma anche i principi della legge 150 del 2000, oltre a impedire l’applicazione del principio di rotazione negli affidamenti.

Il sindacato denuncia il rischio di "svuotare di contenuto" le norme nazionali e regionali e di depotenziare il ruolo delle professionalità interne, a danno della qualità dell’informazione pubblica e del diritto dei cittadini a ricevere comunicazioni non condizionate da logiche meramente economiche.

Il confronto annunciato – se e quando verrà avviato – dirà se la linea dell’esternalizzazione resterà una parentesi transitoria o se, al contrario, segnerà un cambio di paradigma destinato a riverberarsi anche su altri enti del comparto pubblico valdostano.

pa.ga.

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