L’incendio che ieri ha distrutto un’abitazione a Fontainemore riporta al centro una questione che in Valle d’Aosta viene evocata quasi sempre solo dopo le emergenze, per poi tornare rapidamente nel dimenticatoio: la copertura antincendio nella bassa Valle. I Vigili del fuoco professionisti di Aosta hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile. Cinquanta minuti a sirene spiegate dal Comando di Aosta a Fontainemore, in piena emergenza, sono un tempo record, da applausi.
È giusto dirlo con chiarezza, perché qui non è in discussione l’impegno, la preparazione o la dedizione dei pompieri professionisti, che ancora una volta hanno dimostrato senso del dovere e capacità operativa. Il problema, semmai, è un altro: cinquanta minuti, in un incendio, sono un’eternità. In bassa Valle, come un pò in tutto il territorio valdostano, esiste un presidio importante di vigili del fuoco volontari, in particolare a Pont-Saint-Martin. Un presidio che rappresenta una risorsa preziosa, parte di una rete di emergenza storicamente costruita proprio per rispondere alle caratteristiche di una regione montana, frammentata, con piccoli comuni e grandi, spesso tortuose, distanze.
Ma anche qui occorre essere onesti: i vigili del fuoco volontari, per definizione, non sono in servizio h24. Hanno un lavoro, una famiglia, una vita quotidiana. Di notte dormono, come chiunque altro. In caso di emergenza notturna o improvvisa, mettere insieme una squadra completa può richiedere tempo. Talvolta molto tempo. In certi casi, ore. Non è una colpa. È la natura stessa del volontariato.
Ed è proprio qui che emerge il nodo politico della questione. Perché se il sistema funziona solo “quando va bene”, allora non è un sistema adeguato per le emergenze più gravi. In bassa Valle si concentrano centri abitati più estesi, infrastrutture strategiche, vie di comunicazione fondamentali, attività produttive e un numero crescente di residenti. Pensare che un territorio del genere possa dipendere esclusivamente da Aosta, distante quasi un’ora in condizioni ideali, significa accettare consapevolmente un rischio.
Un distaccamento di Vigili del fuoco professionisti con turnazione h24 in bassa Valle non è un capriccio, né una rivendicazione localistica. È una questione di sicurezza pubblica. È una scelta di programmazione, di investimenti, di priorità.
E qui la responsabilità è tutta della politica regionale. Non dei pompieri, non dei volontari, non dei cittadini. È la politica che deve interrogarsi su un modello che forse funzionava vent’anni fa, ma che oggi mostra limiti evidenti. È la politica che deve decidere se la sicurezza antincendio è un costo da comprimere o un servizio essenziale da garantire in modo uniforme sul territorio.
Gli incendi, gli incidenti gravi e le emergenze non aspettano i tempi della burocrazia né quelli dell’organizzazione “a chiamata”. Accadono e basta. E quando accadono, ogni minuto perso può fare la differenza tra una casa 'salvata' e una casa distrutta, tra la vita e la morte.
L’incendio di Fontainemore non dovrebbe diventare l’ennesimo episodio archiviato come fatalità. Dovrebbe essere, invece, l’occasione per aprire finalmente un dibattito serio su un distaccamento professionale h24 in bassa Valle. Un dibattito che la politica non può più permettersi di rinviare. Perché la sicurezza non è un’emergenza da gestire dopo, ma una responsabilità da assumere prima.




