Politica - 15 gennaio 2026, 17:28

Referendum sulla riforma della Giustizia: superata quota 500mila firme per il No

Referendum sulla riforma della Giustizia: superata quota 500mila firme per il No

Il Comitato per il No alla riforma della Giustizia proposta dal Governo guidato da Giorgia Meloni ha raggiunto e superato la soglia delle 500mila firme necessarie per la richiesta di referendum. Il traguardo è stato centrato con largo anticipo rispetto ai termini di legge, fissati a 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.

Il Comitato, composto da quindici giuristi, aveva avviato la raccolta firme lo scorso 22 dicembre per sostenere un quesito referendario alternativo sulla riforma di iniziativa popolare, nota come “legge Nordio”, dal nome del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

“In poco più di tre settimane – spiegano i promotori per parta Cgil – la richiesta popolare di referendum ha superato il mezzo milione di firme. Un risultato straordinario, che può essere ulteriormente migliorato nei giorni che mancano al 30 gennaio”.

L’appello è quindi a continuare la mobilitazione: “Più alto sarà il numero delle sottoscrizioni – sottolinea il Comitato – più chiara sarà la volontà dei cittadini di respingere il tentativo del Governo di forzare i tempi e comprimere il dibattito pubblico, imponendo dall’alto uno stravolgimento della Costituzione”.

Nel mirino dei promotori del referendum c’è soprattutto il rischio, a loro avviso, di un indebolimento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato delineato dai Costituenti, con una conseguente riduzione dei controlli di legalità.

Il comunicato entra anche nel merito delle prospettive future annunciate dall’esecutivo. “I veri obiettivi dei sostenitori della riforma – affermano – stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza. Il ministro della Giustizia ha annunciato che, in caso di vittoria dei Sì, proporrà una norma destinata a indebolire il contrasto alla corruzione”.

Secondo il Comitato per il No, si profila così “una giustizia indulgente con i potenti, ai limiti dell’impunità, e feroce con le persone comuni”, un’impostazione che rende ancora più centrale, nelle prossime settimane, la battaglia referendaria.

pa.ga.

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