Politica - 14 gennaio 2026, 09:34

Social, simboli e responsabilità: il monito del Presidente del Consiglio Valle

Social, simboli e responsabilità: il monito del Presidente del Consiglio Valle

Non cita nomi, ma il riferimento appare tutt’altro che casuale. In apertura della seduta odierna il presidente dell’Assemblea regionale, Stefano Aggravi, ha ribadito il senso del ruolo istituzionale, e non solo, dei consiglieri regionali: “La credibilità del Consiglio Valle non è astratta né delegabile: è una responsabilità condivisa, costruita anche attraverso le azioni, i comportamenti e le immagini pubbliche di ciascuno di noi, dentro e fuori quest’Aula”.

Parole che suonano come un monito collettivo, ma che arrivano a pochi giorni dalla pubblicazione su Facebook, da parte di Aldo Domanico, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, di un fotoritocco che lo ritraeva in divisa riconducibile alla Immigration and Customs Enforcement-ICE statunitense, armato con un fucile d’assalto. Una scelta comunicativa che aveva colpito per tempismo e simbologia, arrivata all’indomani dei fatti di Minneapolis e dell’uccisione dell’attivista per i diritti civili Renéé Nicole Good da parte di un agente ICE, episodio che aveva riacceso negli Stati Uniti il dibattito sull’uso della forza in ambito migratorio.

Domanico, all'indomani di quel post, ha spiegato che si sarebbe trattato di uno scherzo: un fotomontaggio realizzato per evidenziare una presunta somiglianza con l’attore Richard Butler, partendo da un’immagine cinematografica. Nessuna intenzione politica, nessun messaggio ideologico, secondo la sua versione. Ma il punto, come sembra suggerire Aggravi senza mai entrare nel merito del singolo caso, non è tanto la legittimità formale di un contenuto social, quanto il suo impatto sul piano della rappresentanza istituzionale. “Essere consiglieri regionali è una responsabilità continua, che non conosce pause né ‘fuori servizio’, nemmeno (e forse soprattutto) nello spazio dei social network”.

Un passaggio che richiama esplicitamente il tema dell’immagine pubblica e della coerenza tra ruolo ricoperto e comunicazione personale. In un’epoca in cui i social amplificano simboli, suggestioni e immaginari, anche uno “scherzo” può assumere un peso politico che travalica le intenzioni di chi lo pubblica. Senza processi né censure, il messaggio del presidente dell’Assemblea sembra andare in una direzione precisa: ricordare che il mandato di consigliere regionale non si interrompe con la fine della seduta d’Aula e che ogni esposizione pubblica contribuisce, nel bene e nel male, alla credibilità complessiva del Consiglio Valle.

Un richiamo sobrio ma netto, che suona come un invito a misurare gesti, immagini e linguaggi. Perché, soprattutto in politica, la forma è spesso già sostanza.

pa.ga.

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