Politica - 13 gennaio 2026, 18:23

'Chat al veleno e amicizie inopportune in una scuola superiore di Aosta'?

Sarà probabilmente discussa a porte chiuse un'interpellanza del consigliere regionale legista Simone Perron

La sede del liceo classico e musicale di Aosta

La sede del liceo classico e musicale di Aosta

Potrebbe approdare in seduta segreta l’interpellanza depositata dal consigliere regionale leghista Simone Perron (foto sotto), che chiama in causa il Governo regionale su una delicata vicenda interna al Liceo Classico LICAM XXVI febbraio di Aosta.

 

La questione prende origine da un plico anonimo recapitato nel settembre 2025 alla dirigente scolastica del LICAM e a sedici docenti, privo di timbro postale e consegnato direttamente a scuola. All’interno, oltre a una lettera dai toni fortemente critici sul clima educativo dell’istituto, sarebbero stati inseriti screenshot di chat WhatsApp e Classroom, contenenti stralci di conversazioni tra un ex docente e studenti di una classe dell’anno scolastico 2023/2024.

 

Dalle conversazioni, secondo l'interpellanza, risulterebbero comportamenti volti a influenzare gli alunni, fino a spingerli a redigere una lettera contro un’insegnante del medesimo istituto, ritenuta inadeguata. Vengono inoltre sollevati interrogativi sull’utilizzo di canali di comunicazione non istituzionali e sulla presenza, nelle chat di classe, di soggetti esterni alla scuola.

 

La vicenda avrebbe fatto emergere criticità più ampie all’interno del Liceo classico: rapporti eccessivamente informali tra docenti e studenti, con riferimenti a uscite serali, cene, gite e perfino vacanze; un clima di lavoro definito problematico, con dinamiche riconducibili a mobbing e bullismo; e una concezione elitaria che avrebbe inciso negativamente anche sul numero delle iscrizioni.

 

Vengono inoltre segnalate tensioni tali da rendere complessa persino la composizione delle classi, alimentando richieste dei genitori a favore o contro determinate sezioni e contribuendo alla migrazione di studenti verso altri istituti. Non mancano riferimenti a una consapevolezza diffusa, all’interno del corpo docente, dei rischi disciplinari e penali connessi a tali comportamenti, con possibili ricadute sull’immagine dell’istituzione scolastica.

 

Alla luce della delicatezza dei fatti, del possibile coinvolgimento di studenti minorenni e dei profili sensibili trattati, non è escluso che la questione venga affrontata in riunione segreta del Consiglio regionale, modalità prevista nei casi in cui siano in discussione dati personali o situazioni particolarmente riservate.

 

Con l’interpellanza, Perron chiede al Governo regionale di chiarire quali verifiche siano state attivate, se i comportamenti segnalati siano stati accertati, quante analoghe segnalazioni siano giunte negli ultimi anni alla dirigenza scolastica e se la Sovrintendenza intenda procedere con ulteriori approfondimenti per prevenire fenomeni di pressione sugli studenti e conflittualità interna.

 

pa.ga.

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