Economia - 09 gennaio 2026, 07:33

Uppi VdA, 'l'emergenza casa sembra rimasta fuori dall’agenda politica'

Uppi VdA, 'l'emergenza casa sembra rimasta fuori dall’agenda politica'

La casa resta ai margini dell’agenda politica nazionale. O, in alternativa, il Governo sarebbe troppo concentrato – secondo i piccoli proprietari – nel colpire gli affitti brevi, indicati come principali responsabili dell’overtourism. È il giudizio espresso dall’Unione piccoli proprietari immobiliari-Uppi della Valle d’Aosta, che in una nota boccia la legge di bilancio 2026.

Il giudizio è netto: nella manovra non compaiono misure in grado di affrontare il caro affitti e l’emergenza abitativa, né risultano accolte le proposte avanzate dall’associazione. Secondo l’Uppi, la legge di bilancio per il 2026 sarà ricordata per una lunga serie di assenze: nessuna iniziativa per incentivare le locazioni residenziali, nessun sostegno alla ristrutturazione di immobili da destinare a canoni concordati, nessun intervento sull’efficientamento energetico del patrimonio abitativo, nessuna risposta al caro affitti per gli studenti universitari. Sul fronte degli affitti brevi, invece, l’unico risultato sarebbe un aumento della burocrazia.

Particolarmente critica viene giudicata la nuova impostazione prevista per le locazioni turistiche: con la terza casa affittata per brevi periodi scatterebbe il regime del reddito d’impresa e l’obbligo di apertura della partita Iva. Una scelta che, secondo l’Uppi, non tiene conto delle incompatibilità che riguardano molti dipendenti pubblici e professionisti, per i quali l’attività imprenditoriale non è consentita.

Finora la soglia per essere considerati “imprenditori” negli affitti brevi era fissata alla quinta abitazione. L’abbassamento al terzo immobile, sottolinea l’associazione, ridurrebbe drasticamente i margini di libertà dei locatori privati, aumentando gli adempimenti amministrativi a fronte di un gettito fiscale ritenuto modesto.

Le conseguenze, secondo l’Uppi, rischiano di essere controproducenti: meno turismo nei comuni di media montagna, una riduzione del reddito familiare per molti proprietari, più abitazioni lasciate vuote e una crescita del sommerso. Un bilancio che, per i piccoli proprietari valdostani, certifica ancora una volta come il tema della casa resti fuori dalle priorità della politica nazionale.

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red.laprimalinea.it

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