Integrazione e solidarietà - 05 gennaio 2026, 06:43

'Valle d’Aosta fragile tra ghiacciai in ritirata e dissesto idrogeologico'

Cittadinanzattiva rilancia dalla nostra regione la cultura della prevenzione ambientale

Da sn Elisabetta Anrò e Beatrice Somaglia, responsabili per la rete valdostana di Cittadinanzattiva, insieme alla segretaria regionale, Mariagrazia Vacchina

Da sn Elisabetta Anrò e Beatrice Somaglia, responsabili per la rete valdostana di Cittadinanzattiva, insieme alla segretaria regionale, Mariagrazia Vacchina

La Valle d’Aosta è sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico. Il ritiro accelerato dei ghiacciai, l’instabilità dei versanti e l’aumento di frane e alluvioni rendono il territorio alpino particolarmente vulnerabile, imponendo una riflessione che va oltre l’emergenza e chiama in causa la responsabilità collettiva.

 

È questo il quadro tracciato da Cittadinanzattiva Valle d’Aosta-CA VdA nell’ambito del progetto nazionale “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva APS e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il contributo, curato dalla responsabile della Rete Ambiente CA VdA, Elisabetta Anrò, con la segretaria regionale Mariagrazia Vacchina, si inserisce nel percorso avviato durante l’ottavo Congresso nazionale di Cittadinanzattiva, svoltosi a Roma a fine giugno 2025, dedicato alle grandi sfide sociali contemporanee, dalla gestione dei rischi alla tutela dei cittadini nelle emergenze.

 

Il progetto mira a coinvolgere attivamente le comunità locali nel governo dei rischi del territorio, promuovendo una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza, sulla memoria degli eventi e sulla collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. In Valle d’Aosta, Cittadinanzattiva partecipa all’azione A3, dedicata alla tutela nelle emergenze, attraverso un percorso che unisce formazione, analisi della memoria storica delle criticità territoriali e coprogettazione di strumenti utili ai cittadini.

 

I dati sui ghiacciai sono emblematici della trasformazione in atto. Secondo il Catasto Ghiacciai della Valle d’Aosta, curato da Fondazione Montagna Sicura e Arpa VdA, in poco più di vent’anni la superficie glaciale si è ridotta del 22%: dai 216 ghiacciai censiti nel 1999 si è passati ai 175 del 2020, con una perdita di circa 34 chilometri quadrati. Un trend che non si è arrestato nemmeno nelle stagioni più nevose: anche nel 2024–2025, nonostante un innevamento superiore alla media, i ghiacciai monitorati hanno continuato a perdere massa. Il ghiacciaio del Pré de Bar, in Val Ferret, è diventato uno dei simboli più evidenti di questa crisi climatica.

 

Il ritiro dei ghiacci ha conseguenze dirette sulla stabilità dei versanti, sulla formazione di laghi glaciali potenzialmente pericolosi e sull’aumento del rischio idrogeologico a valle. Le grandi alluvioni che hanno colpito la regione, dall’evento dell’ottobre 2000 alle emergenze del 2013, 2014 e del biennio 2024–2025, dimostrano come eventi estremi sempre più ravvicinati possano trasformarsi in crisi regionali, con evacuazioni, ingenti danni e richieste di stato di emergenza nazionale.

 

Negli anni la Regione ha rafforzato i sistemi di monitoraggio, le cartografie del rischio e gli strumenti di allerta. Ma, sottolinea Cittadinanzattiva, dati e modelli sono efficaci solo se diventano consapevolezza diffusa. In un territorio montano, dove il rischio zero non esiste, la prevenzione passa anche dalla partecipazione dei cittadini e dalla costruzione di una cultura condivisa del rischio.

 

In questo contesto si inserisce anche il ruolo delle associazioni ambientaliste, come Legambiente, impegnata da oltre quarant’anni nel trasformare dati scientifici e osservazioni sul campo in informazione accessibile e impegno civile. Iniziative come la Carovana dei Ghiacciai contribuiscono a rendere visibile il cambiamento climatico e a richiamare l’attenzione sui limiti delle opere di difesa e sulle scelte infrastrutturali ed economiche che incidono sulla fragilità alpina.

 

Conoscere, ricordare e agire insieme: per Cittadinanzattiva è questa la chiave per costruire una Valle d’Aosta più resiliente, capace di affrontare il cambiamento climatico non con fatalismo, ma con responsabilità, partecipazione e visione del futuro.

 

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