Cronaca - 02 gennaio 2026, 11:37

Agile Arvier, il Comune diffida Laprimalinea: atti alla mano, ecco le nostre repliche

Il castello di La Mothe ad Arvier

Il castello di La Mothe ad Arvier

A distanza di quindici giorni dalla pubblicazione dell’articolo “PNRR, ‘Agile Arvier’, tre appalti per il Castello La Mothe: affidamenti separati e criticità negli atti”, Laprimalinea.it ha ricevuto una formale diffida con richiesta di rettifica da parte dello Studio legale Comba e Associati di Torino, incaricato dal Comune di Arvier.

Nella comunicazione, i legali dell’ente ritengono l’articolo “del tutto errato sia da un punto di vista giuridico sia fattuale”, giudicandolo lesivo dell’immagine del Comune e dei funzionari citati, e paventando la possibilità di azioni risarcitorie per diffamazione.

Nel rispetto del diritto di replica, ma anche del diritto di cronaca e di critica, riteniamo doveroso informare i lettori nel merito delle contestazioni ricevute e delle nostre repliche, fondate sugli atti e sull'acquisizione di un’analisi tecnica indipendente.

Le contestazioni del Comune di Arvier secondo quanto riportato in diffida:

-  Procedura di affidamento. Il Comune sostiene che le procedure adottate per i lavori al Castello La Mothe siano pienamente conformi al Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023). Il valore complessivo dei lotti – pari a 2.948.246,17 euro – sarebbe inferiore alla soglia europea di 5.538.000 euro, rendendo quindi legittimo il ricorso alla procedura negoziata senza bando, con invito ad almeno dieci operatori economici.

-          Suddivisione in lotti. L’Amministrazione afferma che la suddivisione dell’intervento rientra nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante e non configurerebbe un artificioso frazionamento finalizzato ad aggirare la gara aperta.

-          Parere del verificatore. Viene inoltre contestata l’affermazione secondo cui la società incaricata della verifica del progetto avrebbe espresso un parere negativo. Secondo il Comune, le osservazioni riguarderebbero esclusivamente lievi non conformità tecnico-progettuali, non riconducibili a violazioni del Codice dei contratti, e superabili in fase di validazione del progetto da parte del RUP.

Le nostre repliche, atti alla mano

Alla luce della documentazione, vi sono più elementi che rendono legittima e fondata l’impostazione critica dell’articolo da noi pubblicato il 15 dicembre.

 -  Un’opera sostanzialmente unitaria. Gli atti evidenziano come i diversi affidamenti insistano su parti strettamente connesse del medesimo intervento, programmato nello stesso arco temporale e con un termine inderogabile fissato al 31 agosto 2026.
La suddivisione in lotti, per essere pienamente giustificata, dovrebbe rispondere a criteri di autonomia funzionale, tecnica o temporale. In questo caso, la gestione simultanea di più cantieri su un’area limitata rafforza la percezione di un’opera sostanzialmente unitaria, rendendo quantomeno discutibile la frammentazione dell’intervento.

 -  Procedura negoziata: legittimità formale e valutazione critica.
Nell’articolo non si è mai sostenuto che la procedura negoziata adottata fosse illegittima sotto il profilo normativo. È stato invece evidenziato come tale procedura comporti, per sua natura, una riduzione del livello di concorrenza, consentendo alla stazione appaltante di selezionare direttamente gli operatori da invitare.
Si tratta di una valutazione di opportunità e di trasparenza, particolarmente rilevante in presenza di finanziamenti PNRR, non di un’accusa di violazione di legge.

 -  Verifica del progetto e ruolo del RUP. Dagli atti emerge che in fase di verifica del progetto sono state sollevate osservazioni in merito alla conformità progettuale, demandando al Responsabile unico del procedimento la valutazione finale e la scelta di procedere comunque all’approvazione.
La decisione di contrarre è quindi stata assunta assumendosi la responsabilità amministrativa del superamento delle criticità segnalate, circostanza che costituisce un fatto oggettivo e rilevante sul piano informativo.

 - Il contesto complessivo e i rilievi della Corte dei conti
Le criticità evidenziate da Laprimalinea si inseriscono in un quadro più ampio di rimodulazioni progettuali e finanziarie del progetto 'Agile Arvier', già oggetto di molteplici osservazioni sul piano dell’efficienza, dell’economicità e dell’effettivo utilizzo delle risorse assegnate. Un contesto che rende di evidente interesse pubblico l’analisi delle scelte amministrative adottate. Non è possibile prescindere dai rilievi formulati in due distinte circostanze dalla Corte dei Conti sulla rimodulazione del progetto, che evidenziano contraddizioni nella riallocazione delle risorse e dubbi sull’effettivo utilizzo integrale dei fondi assegnati. Anche questo contesto contribuisce a rendere giornalisticamente rilevante l’analisi critica degli affidamenti.

L'articolo del 15 dicembre è stato dunque redatto sulla base di atti pubblici, con un linguaggio misurato e senza attribuire condotte penalmente rilevanti a chicchessia. 

La critica all’azione amministrativa, specie quando riguarda fondi PNRR e opere pubbliche di rilievo, rientra pienamente nel diritto-dovere di informare.

Continueremo a seguire l’evoluzione del progetto 'Agile Arvier' come sempre, con rigore documentale e nell’interesse dei cittadini, dando spazio a tutte le posizioni e ovviamente a tutto ciò che di buono è stato e sarà ancor fatto, ma senza rinunciare alla nostra autonomia operativa e alla libertà di opinione motivata.

 

patrizio gabetti

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