Continua ad Aosta la mobilitazione contro l’attuale gestione dei parcheggi a pagamento nel centro cittadino. In pochi giorni l’associazione La Nave dei Disperati, presieduta da Mario Pitrolino, ha raccolto circa 400 firme, un dato che evidenzia un diffuso e crescente malcontento tra residenti e operatori economici.
Secondo quanto segnalato dall’associazione, numerosi cittadini contestano l’obbligo di pagare anche per le soste quotidiane, mentre i commercianti lamentano un accesso al centro sempre più complicato e costoso, in un contesto economico già fragile. Il quadro generale appare critico: la Valle d’Aosta è oggi la prima regione italiana per numero di negozi sfitti, con una quota del 28,1%, un indicatore che fotografa una crisi profonda del commercio di vicinato.
A pesare ulteriormente sulla situazione, come emerge dalle analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio richiamate nel comunicato, è il trend costante di chiusura delle attività, senza un adeguato ricambio. In questo scenario, il sistema dei parcheggi a pagamento viene indicato come un ulteriore ostacolo per cittadini e clienti, con l’effetto di favorire i grandi ipermercati, dove la sosta è gratuita e facilmente disponibile. Una dinamica che incentiva lo spostamento degli acquisti fuori dal centro cittadino e accelera la desertificazione commerciale.
L’associazione sottolinea come l’Amministrazione comunale non sembri intenzionata a riequilibrare la distribuzione tra stalli bianchi e blu, nonostante quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, che impone la presenza di parcheggi gratuiti nelle immediate vicinanze di quelli a pagamento. Viene inoltre ribadita la necessità di stalli bianchi regolati da disco orario, ritenuti fondamentali per garantire una corretta rotazione e per evitare soste prolungate che penalizzano residenti e attività economiche.
Secondo La Nave dei Disperati, il commercio locale può sopravvivere solo se le persone riescono a raggiungerlo con facilità. Una politica dei parcheggi considerata sbilanciata rischia invece di compromettere ulteriormente ciò che resta del tessuto commerciale cittadino.
La risposta della popolazione viene definita chiara e significativa: le oltre 400 firme raccolte in pochi giorni indicano la richiesta di una città più equa, più vivibile e più attenta alle esigenze di chi la abita e vi lavora. L’iniziativa viene presentata come una mobilitazione a favore della città, con l’obiettivo di preservarne le attività, la vitalità e le prospettive future.




