Buone notizie per il comparto lattiero-caseario valdostano. Oggi, venerdì 29 agosto, il ministero della Salute – attraverso le Direzioni Generali dell’Igiene e della sicurezza alimentare e della salute animale, con il supporto del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche (CeSME) – ha concesso alla Valle d’Aosta una deroga all’applicazione del Regolamento europeo 687 del 2020.
La decisione autorizza l’utilizzo del latte e la produzione dei relativi derivati anche se provenienti da allevamenti situati nella zona di sorveglianza istituita nelle scorse settimane a causa dei focolai di dermatite nodulare contagiosa rilevati in Savoia e Alta Savoia. Fino a oggi, in via preventiva, il latte crudo e i prodotti freschi erano sottoposti a restrizioni, pur non essendoci mai stato alcun rischio per la salute umana.
Con la deroga, il latte crudo potrà essere movimentato e trasformato all’interno del territorio regionale e nazionale, a patto che venga destinato a impianti in grado di garantire la produzione di Fontina Dop e Toma con stagionatura minima di 60 giorni. Le forme intere potranno completare la stagionatura in più stabilimenti, purché situati in Valle d’Aosta.
Il via libera è arrivato dopo settimane di interlocuzioni tra l’Assessorato regionale della Sanità, il Ministero e il CeSME, con il coinvolgimento del Governo regionale e delle associazioni di categoria. Decisivi, sottolinea il documento ministeriale, sono stati i risultati del piano vaccinale obbligatorio: in meno di venti giorni sono stati vaccinati tutti i capi presenti nella zona di sorveglianza e raggiunta una copertura pari all’82% su scala regionale.
L’assenza di focolai e l’alta percentuale di capi vaccinati hanno consentito al inistero di escludere rischi sanitari legati ai prodotti lattiero-caseari.
"La scelta della vaccinazione si è rivelata efficace – ha commentato il Governo regionale – permettendo da un lato di salvaguardare il nostro patrimonio zootecnico e dall’altro di mantenere un costante dialogo con Roma per ottenere deroghe fondamentali. Le fontine prodotte in zona di sorveglianza sono identiche, per qualità e sicurezza, a quelle del resto del territorio valdostano".