S'intitola 'Le scarpe di Ulisse', è una scultura lignea dell'artista valdostano Marco Jaccond, realizzata nel 2014 per il Comune di Aosta nell'ambito del progetto 'Jolies Coins' ovvero la posa, in angoli scelti 'ad hoc' del capoluogo regionale, di dieci opere destinate ad arricchire il 'Museo a cielo aperto' allestito nel centro di Aosta per volere dell'Amministrazione municipale.
E' una suggestiva, surreale barca praticamente spezzata in due, che il multimaterico Jaccond ha dipinto esternamente rappresentando una sorta di 'Ulisse' moderno e urbano, allestita nell’area verde lungo la riva del torrente Buthier, a pochi passi dall’Arco d’Augusto, un angolo di città che si caratterizza così per l’ulteriore richiamo alla navigazione (un’altra traccia è il vicino monumento ai Caduti valdostani del mare). Difficile, se non impossibile, scambiare l'originale scultura per qualcosa d'altro. Invece tutto il peggio ormai è possibile.
Ieri mercoledì 5 giugno attorno alle 'scarpe di Ulisse' c'erano diversi bambini in età di scuola primaria, alcuni dei quali in fila indiana; poco distanti, due loro maestre. Erano in gita scolastica da una regione bagnata dal mare, ma i bambini non stavano ammirando l'opera di Jaccond: erano in coda per fare pipì dentro quello che le loro insegnanti avevano identificato in nient'altro che un vespasiano, seppur originale e privo di adeguata protezione dalla vita di indecorosi curiosi. E di questo si lamentavano le due maestre quando sono state richiamate all'attenzione da un aostano quantomeno a conoscenza del fatto che quella barca 'tagliata' non è un orinatoio...
Imbarazzo e scuse a gran voce delle docenti che hanno richiamato i bambini quando ormai il peggio si era quasi del tutto consumato.





