Eventi e appuntamenti | 21 luglio 2026, 14:35

Trent'anni del Rifugio Barbustel, una festa tra ricordi, montagna e nuove generazioni di gestori - VIDEOINTERVISTA

Foto di gruppo tra proprietari, gestori vecchi e nuovi e tanti amici e frequentatori del Barbustel

Foto di gruppo tra proprietari, gestori vecchi e nuovi e tanti amici e frequentatori del Barbustel

Domenica 19 luglio il Rifugio Barbustel ha celebrato i suoi primi trent'anni di storia con una giornata di festa che ha richiamato oltre cento persone a quota 2.200 metri, sulle rive del Lago Bianco, nel cuore del Parco naturale del Mont Avic, nel territorio di Champdepraz. Un anniversario che ha rappresentato non soltanto l'occasione per ricordare la nascita di uno dei rifugi più conosciuti della Valle d'Aosta, ma anche per ripercorrere una lunga storia di accoglienza, passione e amore per la montagna.

Di proprietà dell'imprenditore di Champdepraz Luigi Berger, il rifugio fu inaugurato nel 1996 e, dall'anno successivo, la gestione venne affidata a Naldo Finco, che arrivava dall'esperienza del Rifugio Crête Sèche di Bionaz. Per ventiquattro anni Finco ha legato il proprio nome al Barbustel, conducendolo insieme alla moglie Lorena Malacarne e alle figlie Chiara e Linda. La prima, nata nel 1984, è laureata in Architettura e insegna alle scuole medie; la seconda, classe 1988, è laureata in Fisica e oggi lavora al Cern di Ginevra.

Nel 2021 Finco aveva passato il testimone a Roberto Ganis, mentre dalla fine dello scorso giugno la gestione è stata assunta dai fratelli Marta e Luca Lorent, di Champdepraz, insieme a Marco Montarello (nella foto sopra da sn Marco, Marta e Luca), chiamati ora a raccogliere l'eredità di una struttura che, nel corso degli anni, è diventata un punto di riferimento per escursionisti, alpinisti e amanti della natura.

"Per quasi un quarto di secolo ho vissuto in paradiso, nel posto più bello della Valle d'Aosta. Mi sono sempre sentito a casa mia - ha ricordato con emozione Naldo Finco nella videointervista pubblicata in questo articolo - È stata un'esperienza eccezionale e, anno dopo anno, ho visto cambiare il modo di vivere e fare turismo all'interno del Parco del Mont Avic".

Le celebrazioni del trentennale si sono svolte in un clima di grande partecipazione; la giornata è iniziata con la Santa Messa, seguita da un momento particolarmente toccante, la lettura di una lettera di ringraziamento affidata alla voce di Anna (foto sopra), giovane nipote di Luigi Berger, che ha ricordato con affetto e gratitudine l'impegno dei precedenti gestori ma anche il ruolo determinante avuto dall'imprenditore nella realizzazione del rifugio e il suo legame con questo angolo di montagna.

La festa è poi proseguita attorno ai tavoli, con il pranzo preparato dalla cucina dei nuovi gestori, che hanno accolto gli ospiti nel segno della continuità e dell'ospitalità. Tra ricordi, racconti e fotografie, il Barbustel ha così celebrato trent'anni di vita confermandosi molto più di un semplice rifugio alpino: un luogo capace di custodire la memoria di chi lo ha costruito e gestito e, allo stesso tempo, di guardare al futuro attraverso una nuova generazione pronta a scrivere un altro capitolo della sua storia.

 

QUI LA VIDEOINTERVISTA A NALDO FINCO

pa.ga.