Il Bastone di Asclepio | 06 giugno 2024, 10:00

Dalla natura un rimedio efficace per la fotoprotezione

Non va in vacanza la nostra rubrica curata anche dalla dottoressa Caterina Tubère; consigli pratici per la nostra pelle con l'arrivo della stagione calda

Dalla natura un rimedio efficace per la fotoprotezione

 

Arriva l’estate e come ogni anno non riusciamo a resistere alla tentazione di avere un’abbronzatura invidiabile. Proteggersi in maniera corretta dai raggi solari permette di raggiungere l’obiettivo senza rinunciare alla salute della pelle. Come ben noto, infatti, un’eccessiva esposizione ai raggi UV, senza una protezione adeguata, genera manifestazioni cutanee dannose e visibili: eritemi, rossori, edemi, secchezza cutanea. Se poi l’esposizione diventa prolungata nel tempo, permettendo ai raggi solari UVB più pericolosi di penetrare a livello sottocutaneo, le conseguenze possono essere più gravi: perdita di elasticità, disidratazione, iperpigmentazione, invecchiamento precoce, fino ad arrivare a manifestazioni oncologiche vere e proprie. Molto spesso può capitare che dalla medicina popolare si riescano ad ottenere validi spunti per la ricerca di nuovi principi attivi utili in campo medico e cosmetologico.

È questo il caso del Polypodium leucotomos, una felce tropicale utilizzata per secoli dagli indiani dell’America Centrale come trattamento per i disturbi infiammatori e per altre patologie della pelle. Assunto per bocca come integratore alimentare, si è dimostrato un’arma efficace per contrastare gli effetti dannosi dei raggi UV, soprattutto in soggetti maggiormente fotosensibili.  Naturalmente, oltre all’integrazione alimentare, è necessaria una protezione cutanea efficace con creme solari ad alta protezione. Non è vero che una protezione solare alta, ad esempio 50, da utilizzare soprattutto nelle prime esposizioni al sole, non faccia abbronzare. La crema solare ad alta protezione non solo è indicata per i bambini, ma anche per gli adulti, anche se occorre sempre ricordare che i piccoli vanno protetti di più e più attentamente, perché le ustioni solari da bimbi aumentano il rischio di melanoma. Altro falso mito, è quello dei solari che durano un’intera giornata. Infatti, occorre applicarli ogni due ore circa, dopo i bagni ed anche dopo aver sudato.

A cura della dott.ssa Caterina Tubère

Caterina Tubère-red.laprimalinea.it